Facilis descensus Averni

Ci sono cose che si iniziano con tanta, forse troppa, leggerezza, non immaginando nemmeno dove possono portare, o semplicemente pensando “tanto io smetto quando voglio” e csosì si entra in un tunnel di cui non si vede mai la fine: la droga, l’alcool, il gioco, le collane di libri del [$noto_quotidiano]. Io sono entrato nel tunnel: ho iniziato la raccolta di una collana – ormai non ricordo neppure quando – su un argomento molto interessante, che doveva esaurirsi dopo dodici uscite. Oggi ho comprato il trentunesimo volume e siamo ormai al quinto allungo della collana. Ero certo che il trentesimo fosse l’ultimo, perchè le notizie che avevo fino alla settimana scorsa si fermavano al quarto allungo. Adesso non so se e quando la collana finirà, e non ci credo più che terminerà al trentaseiesimo volume, inizio ad avere paura che il cammino sarà ancora lungo.

Certo, la lezione di marketing è eccezionale: in effetti non so se mi sarei imbarcato in una simile impresa se avessi saputo a cosa andavo incontro, e adesso mi pesa mollare tutto a metà, soprattutto grazie alla tecnica degli allunghi perpetui, per cui dico, vabbè sono arrivato fin qui, tanto vale arrivare in fondo, mentre non so se sono a nove decimi, alla metà o a un decimo del cammino, e proprio per questo proseguo.

Questa tecnica sfrutta una caratteristica propria della mente umana, che trova poco accettabile la perdita del lavoro già fatto (insomma ho già comprato trentuno volumi, non posso non completare la collana), che è stata molto ben descritta da Matteo Motterlini nel suo stupefacente libro “Trappole mentali”.

La bravura di costoro sta nel fatto di essere riusciti a fregarmi nonostante io sapessi di questa caratteristica, nonostante io stesso me ne serva, e nonostante la abbia studiata anche per difendermene. Ma il vero raffinato sadismo sta nel fatto che stiamo parlando di una collana di psicologia.

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