Il conforto della fede

I miei genitori commettono l’orrendo errore di rivolgersi a $noto_gestore_telefonico per la linea di casa: giovedì durante un temporale cade un fulmine, vi è un fortissimo sbalzo di corrente e l’apparecchietto del gestore cessa di vivere. Chiamo il gestore, che mi dice che possono aprire la segnalazione solo se sono al cospetto dell’apparecchietto. Penso a uno scopo rituale, ma era solo per farmi fare una serie di stupide prove: togli il cavo, rimetti il cavo, spegni, riaccendi. Inizio a chiedermi quale sia la parte poco chiara di “non da segni di vita”. Nulla da fare, la fede nella indistruttibilità del loro apparecchietto è incrollabile: devono prima verificare se il problema non sia sulla linea. Questa operazione richiede cinque giorni. Telefono ogni sera, ognuno mi dice una cosa diversa, ma tutti concordano su due cose, la prima è che occorrono cinque giorni per verificare la linea, la seconda che prima di ammettere che il loro apparecchietto è rotto bisogna fare questa verifica. Stamattina mi chiama un tecnico Telecom (non quindi di $noto_gestore) il quale mi dice di avere verificato che la linea (la loro linea) funziona perfettamente, che è l’apparecchietto che non risponde, ma che deve venire a casa per le ultime verifiche, perchè se non controlla lui di persona, rifacendo le stupide prove di cui sopra (prova a scuoterla, dagli un bel pugno) l’altro gestore proprio non si convince che l’apparecchietto è defunto. Ciò detto, il tecnico va a casa, constata il decesso, riferisce che me ne verrà portato un altro e va via, immagino a predisporre una dichiarazione giurata per l’altro gestore.

Oggi chiamo $noto_gestore, perchè ormai mi fido di loro come di un aspide velenoso, e qui una stizzosa, logorroica, monomaniaca signorina, sciorinando sempre la stessa identica litania in risposta a qualunque domanda le ponessi, mi dice che mica me lo portano l’apparecchietto nuovo, al massimo me lo spediscono ma ci mettono un’eternità. Devo andare a prendermelo io col codice che mi manderanno (e che sto ancora aspettando) dopo avere aperto una (ennesima) segnalazione.

Aggiunge però che devo portare solo l’apparecchietto senza cavi ed accessori, tra cui anche una chiavetta che ci si inserisce sopra per garantirne il funzionamento in caso di interruzione della linea ADSL. Osservo che se l’accrocco è spirato per un fulmine, è ragionevole pensare che la chiavetta ne abbia condiviso il tragico destino. Mi risponde che la chiavetta può essere sostituita solo dopo avere fatto tutte le procedure di verifica e – ovviamente – aperto una nuova segnalazione.

Naturalmente, e per pura pietà cristiana, non impedirò al povero gestore di aggrapparsi a questo flebile barlume di speranza che i loro apparecchi almeno in parte sopravvivano. Anzi lo rassicuro: il caro apparecchietto estinto vive ancora, tutto intero, nei nostri cuori e nei nostri ricordi: per questo domani passo a Telecom.

Comments 1

  • fossi in te, mi farei rimborsare il canone dei giorni in cui non hai ricevuto il servizio… se lo facessimo tutti, magari riuscirebbero a inventarsi un modo per controllare in 24 ore…

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