Revelation of the truth

Oggi sto male. Ma male di brutto. Il mio organismo mi lancia segnali inequivocabili che devo rallentare un po’. Non ho più vent’anni, in fondo la vecchia carcassa ha ragione: meglio riposare un po’ adesso che finire a combinare qualche guaio.

Il guaio è che io non riesco a rallentare un po’, che vorrebbe dire qualche volta venire via prima, dormire qualche ora in più quando non ho udienza, magari andare via qualche week end. Non ci riesco perchè io ho interiorizzato un padre fortemente colpevolizzante. La prima cosa che mi viene in mente è che lui direbbe (notate: direbbe, è una mia ideazione, non lo ha ancora detto) che insomma dovrei solo andare a letto più presto. Scelta poco praticabile perchè significherebbe solo lavorare quando non dormo e dormire quando non lavoro. Ma fare diversamente è impensabile a meno di non scontare fortissimi sensi di colpa, cui segue il desiderio di autopunizione, che si presenta immancabilmente sotto forma di fallimento personale.

E’ una trappola tremenda: ogni minima sconfitta conferma l’ipotesi secondo cui essendomi concesso del riposo devo pagarla, quindi non devo riposare e meno riposo meno riesco, e quindi devo riposare ancora meno. Fino alla morte.

Ma come è possibile che un uomo che in tutta la sua vita è stato capace nei miei confronti solo di gesti protettivi e di sostegno sia stato colpevolizzante? Purtroppo la risposta è semplice: è stato colpevolizzato. La sua colpa è quella di essere sopravvissuto. Forse nessuno lo ha realmente colpevolizzato per questo ed è stata solo una sua interiorizzazione, forse i suoi genitori hanno inconsapevolmente trasmesso – chissà come, chissà perchè – questo messaggio. Una sola cosa è purtroppo certa: ormai è troppo tardi. Bisognerebbe risalire troppo indietro nel tempo e mio padre di certo non scioglierà alla sua età i conflitti irrisolti.

Non resta quindi che prendere atto della verità: il solo che può fare qualcosa sono io.

I sensi di colpa sono così terribili che guardate che cosa mi è toccato tirare fuori per giustificare a me stesso un week end di ferie.

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