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  • Senza voler togliere nulla alla lapidarietà della verità da te scritta, mi permetto solo di osservare che non è esatto che le multe siano sempre più convenineti: infatti, il break even point della multa è facilmente determinabile dividendo il costo della multa per il valore orario del parcheggio e moltiplicando il tutto per il periodo di stazionamento (onmsiderando che una multa, ahimé, vale un giorno solo).
    Poiché il valore minimo di una multa sono 22 euro e supponendo di rimanere parcheggiati vicino allo studio 10 ore il costo orario del parcheggio dovrebbe essere di almeno 2,21 euro/ora. In tal caso è senz’altro più conveninente beccarsi la multa, tenendo però conto del fatto che a) è necessario pagare almeno mezz’ora per beccarsi la sanzione più bassa (il che necessita un tempo di stazionamento di almeno 10,5 ore) e b) che va allocata una certa quantità di tempo per pòagare immediatame nte la multa prima della notifica, cosa che fa aumentare orrendamente i costi.
    Una adeguata contabilità “multica”, tuttavia, deve anche considerare il dato statistico per cui gli omIni cacciamulte (c.d. ausiliari del traffico) non frequentano con pari assiduità tutte le zone blu e che, grazie ad una attenta e partecipe osservazione, è possibile stabilire con ragionevole probabilità, quando e dove passano, cosa questa che consente di limitare il pagamento dell’orrida gabella alle sole ore di maggior probabilità di essere sanzionati, facendo sì che le multe extravaganti (quelle fuori dagli orari di punta multereccia) siano riassorbite dai maggiori risparmi conseguiti.
    Per chi dovesse scandalizzarsi di tal ragionare, ricordo che quanto sopra è stato condotto in perfetta armonia con quanto esposto da un illuminista milanese in un libretto oggi poco considerato, “Dei delittie delle pene”.

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