2010 is over

December 31, 2010 by · 2 Comments
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A.D. MMX è alle spalle. Un anno in cui ho fatto molte cose, anche importanti, ma tutte con dolore e stanchezza; un anno che archiviamo solo per la nostra esigenza di darci confini. Domani non è un anno nuovo, è un giorno in cui continua la vita di oggi. Nessun anno è un capitolo a sè. In fondo un anno è solo una misura di tempo, un modo per suddividerlo e capirci, finito uno ne comincia un altro, la scelta è arbitraria (credo che valga anche per il calendario Maya). Non capisco perchè lo abbiano messo proprio al primo gennaio e non in un punto in cui davvero poteva dirsi in qualche modo finito un giro attorno al sole (un anno in effetti è questo). In tal caso i migliori candidati erano i solstizi o gli equinozi. Ma per tornare alla frivola convenzione di stasera, io avrei traguardi a cui brindare, ma anche la sofferenza che mi son costati, avrei sfide passate per cui tornare alla carica, ma anche le ferite che mi han lasciato, avrei sfide nuove, ma anche la sofferenza che richiederanno. Insomma il saldo è al solito in pareggio e in effetti non ho molto a cui brindare, e non mi piace fingere. E soprattutto niente trenini, per favore…

Il fuggitivo

December 29, 2010 by · Comments Off
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Stamattina avrei voluto dormire fino a mezzogiorno, pranzare in pigiama e starmene un po’ tranquillo. Ma ero a casa dei miei, e i miei avevano ospiti per uno di quei pranzi cerimoniosissimi che da soli ti rovinano un’intera settimana. Così mi sono vestito in fretta e furia e me ne sono andato alla chetichella. Sono arrivato a casa mia a Genova, ho posteggiato nel mio posteggio e mi sono allontanato alla chetichella, perchè ci sono ancora gli operai che non finiscono i lavori e mi tormentano con storie assurde. Mi sono rifugiato nel mio studio. Finalmente in pace.

Sono un provinciale

December 27, 2010 by · Comments Off
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Vedo che una nota rockstar girava per Parigi con un “nude look”. Però. Se non me lo avessero detto avrei proprio pensato che girasse con il cul* di fuori.

S. Natale 2010

December 22, 2010 by · 1 Comment
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Nuntium vobis

fero de supernis:

Natus est Christus,

dominator orbis

In Bethlehem Judeae.

Sic enim propheta

dixerat ante.

Essere o non essere?

December 21, 2010 by · 5 Comments
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questo è il problema! Che cos’è più nobile? Soffrire nell’animo per i sassi e i dardi scagliati dall’oltraggiosa fortuna, o impugnare le armi contro un mare di affanni e combatterli fino a farli cessare? Morire, dormire…niente più…e con il sonno dire che poniamo fine al dolore della carne e alle mille afflizioni naturali a cui la carne è destinata. Questa è la fine che bisogna desiderare ardentemente! Morire, dormire..forse sognare. Ecco il difficile. Perchè quali sogni potranno visitarci in quel sonno di morte, quando saremo usciti dalla stretta di questa vita piena di affanni mortali, è un pensiero su cui ci si deve fermare a riflettere, e sono proprio pensieri siffatti a prolungare la durata della sventura. Perchè, chi sopporterebbe

  • le sferzate e le irrisioni del tempo,
  • i torti dell’oppressore,
  • le offese dei superbi,
  • le pene di un amore respinto,
  • i ritardi della legge,
  • l’arroganza dei potenti,
  • gli scherni che il meritevole pazientemente subisce da parte di gente indegna,

potendo trovare pace da se stesso con la semplice lama di un pugnale? Chi sarebbe disposto a portare carichi sulle spalle, a gemere e sudare per le difficoltà della vita, se non ci fosse il timore di qualcosa dopo la morte, questa terra inesplorata dai cui confini nessun viaggiatore è mai tornato indietro, timore che, confondendo la nostra volontà ci induce a sopportare i mali di cui siamo afflitti, piuttosto da spiccare il volo verso altri a noi completamente ignoti? Così la riflessione ci rende tutti vili.

Bisanzio, Italia

December 20, 2010 by · Comments Off
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Sono totalmente d’accordo ma temo che per vedere realizzata una cosa simile dovrò aspettare ancora tanto tempo. Oppure espatriare. Si, perchè non so se lo notate come lo ho notato io, ma negli altri paesi si agisce, creando isole pedonali, quartieri senza auto e (soprattutto) trasporti pubblici efficienti, mentre da noi il primo passo è la creazione di una intricata rete di norme e di competenze, il cui solo risultato può essere quello di impedire di fatto ogni realizzazione. Ovviamente non prima di avere detto che si è fatto moltissimo (scrivendo le norme) e sottolineato quanto siamo bravi.

Quanto pudore!

December 4, 2010 by · Comments Off
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Mi sono già dilungato sulle alterne vicende della ristrutturazione di casa, prossimamente scriverò un vademecum per chi vuole prendere casa, in modo da mettere a disposizione di quanti avessero qualche idea malsana quantomeno un compendio di cosa li aspetta. Comunque qualche giorno fa la folgorazione che, pronta la casa, occorrerà pur arredarla. Rapida conta dei miei mobili riutilizzabili: mancano poche cose, tra cui una libreria, che chi conosce l’importanza che do ai libri ben può capire come mi stia a cuore. Gira che ti rigira ne vedo su internet una molto ma molto bella, assolutamente innovativa e tale da soddisfare ampiamente i miei desideri. Puzza però di costoso, ed ovviamente il prezzo non c’è. Inizia a farsi strada in me il timore che costi talmente tanto che si vergognano a scriverlo, allora gli mando una mail, chiedendogli il listino. Oggi la risposta: mi indicano dove comprare la libreria, ma il prezzo lo devo chiedere al rivenditore: a questo punto è una certezza, si vergognano di dire il prezzo sproporzionato a cui vendono la loro creatura, o quanto meno a comunicarlo in modalità tale da non potersi assicurare che il cliente sia stato opportunamente sedato e fatto sedere. Peraltro tutto questo mistero apre la possibilità per il rivenditore di praticare ricarichi pressochè infiniti.

Si, in effetti quella libreria sarebbe bellissima, ma anche una dell’Ikea andrà benissimo.