Quanto pudore!

Mi sono già dilungato sulle alterne vicende della ristrutturazione di casa, prossimamente scriverò un vademecum per chi vuole prendere casa, in modo da mettere a disposizione di quanti avessero qualche idea malsana quantomeno un compendio di cosa li aspetta. Comunque qualche giorno fa la folgorazione che, pronta la casa, occorrerà pur arredarla. Rapida conta dei miei mobili riutilizzabili: mancano poche cose, tra cui una libreria, che chi conosce l’importanza che do ai libri ben può capire come mi stia a cuore. Gira che ti rigira ne vedo su internet una molto ma molto bella, assolutamente innovativa e tale da soddisfare ampiamente i miei desideri. Puzza però di costoso, ed ovviamente il prezzo non c’è. Inizia a farsi strada in me il timore che costi talmente tanto che si vergognano a scriverlo, allora gli mando una mail, chiedendogli il listino. Oggi la risposta: mi indicano dove comprare la libreria, ma il prezzo lo devo chiedere al rivenditore: a questo punto è una certezza, si vergognano di dire il prezzo sproporzionato a cui vendono la loro creatura, o quanto meno a comunicarlo in modalità tale da non potersi assicurare che il cliente sia stato opportunamente sedato e fatto sedere. Peraltro tutto questo mistero apre la possibilità per il rivenditore di praticare ricarichi pressochè infiniti.

Si, in effetti quella libreria sarebbe bellissima, ma anche una dell’Ikea andrà benissimo.

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