Richiesta di aiuto

Questa è una richiesta di aiuto, cosa che mi sa d’ora innanzi farò spesso sul blog: è da molto tempo che ho in animo di buttare giù due righe per dimostrare una tesi che al giorno d’oggi potrebbe anche tornare utile quando si parla di riforma della giustizia. Il succo della cosa è un po’ complicato, ma si tratta di analizzare la irrinunciabilità di certe garanzie processuali la cui mancanza è tipica dei sistemi inquisitori, che non sono più efficienti, ma solo produttori di falsi positivi (=molte condanne, ma di innocenti). L’analisi dovrebbe essere di tipo storico, quindi sto leggendo alcuni testi realtivi alla procedura adottata dall’inquisizione. Due cose. La prima: se avete qualche testo da consigliare, ditelo. La seconda: non trovo da nessuna parte questo:

Bernard Guy, Manuale dell’inquisitore. Gli eretici medioevali alla sbarra, Gallone 1998, ISBN-10: 8882170241 ISBN-13: 978-8882170240.

Se qualcuno potesse aiutarmi…

Comments 9

    • Interessante, ma l’edizione che cerco io pare che abbia il testo latino a fronte. Comunque, almeno questo è un inizio. Grazie

  • ho anche trovato questo:

    http://www.amazon.com/Heresies-High-Middle-Walter-Wakefield/dp/0231096321

    nei commenti dice che parla anche di Bernardo Gui

  • E’ tanto tempo che non faccio più penale sul serio.
    Però un dubbio mi è rimasto: perché parlate sempre del rpocesso e poco del penale sostanziale?
    A sfogliare Cass.pen. si vedono tonnellate di sentenze sulle questioni processuali più astruse… penale sostanziale poco. Foresem il problema è qui: se, tanto, il catalogo delle colpe non serve perché la colpa è in re ipsa (siamo tutti discendenti della sig.na Eva, convivente more uxorio con tal Adamo e concubina pubblicissima dello stesso) possiamo anche discutere di sistemi inquisitoriali, misti, accusatori,
    Ma il risultato è lo stesso, temo.

    • In effetti la procedura è diventata molto invadente, non so se sia un bene, in un passato post ho parlato dei rapporti tra forma e sostanza nel processo penale, il catalogo delle colpe si applica quando hai accertato la condotta e la si accerta con il complesso sistema di acquisizione della prova. Non sarebbe del tutto sbagliato, se no fosse diventato, come giustamente tu evidenzi, il principale argomento difensivo.

  • Quando facevi il VPO andavo in bestia per capi di imputazione ex 648 fatti così: “per aver acquistato merce di compendio furtivo in luogo, data e da persona sconosciuta”.
    Ora, la prova era certa: Tizio era stato ritrovato in possesso di bene rubato (classico, il motorino) e il precedente proprietario aveva denunciato il furto del motorino.
    Non c’era alcun problema per la prova.
    Il problema era come diavolo si faccia ad inferire l’esistenza di una rappresentazione (anche ai fini din una colpa, almeno per un incauto acquisto) da questa beata confessione di ignoranza circa il momento acquisitivo.
    E allora incomincia la lagna del: il motorino non aveva i documenti (vero, ma dubbio circa la sospettabilità che derivi da un furto), era meltenuto etc etc.
    Insomma il problema è sostanziale e cioé cosa sia il dolo e non la prova.

  • La versione francese ha la versione latina a fronte:

    http://www.lesbelleslettres.com/livre/?GCOI=22510100652940

    Ed è disponibile tra gli altri su amazon.fr.

  • Il problema, me think, è stabilire cosa sia sufficente provare per poter die che il dolo sia stato provato.
    Per fare un esempio di luciferina grandezza, la prova del dolo “perché non poteva non sapere” è proceduralmente facilissima:
    1 etto di visura camerale +
    1 etto di “non poteva non sapere”
    agitare la toga e tac, fatta la “prova del dolo”.
    C’è qualche problema sulla visura? No.
    Il problema è sulla seconda e cioé sul “non poteva non sapere”, cimitero di interi trattati sulla rappresentazione.

    Ma questo problema dipende in minima parte dalla struttura accusatoria o meno del processo.

    Se l’allegazione della difesa, detta con labbro tremante per l’enormità di quel che si sta dicendo, “veramente…. ebbene… SI’ , il Direttore di una fabrica di 7000 dipendenti…. oddio, lo dico o no? POTEVA NON SAPERE UN CAZZO CHE L’OPERAIO BRAMBILLA STAVA TOCCANDO IL CULO ALLA ROSINA!!!” (immagino che ti tremino le vene ed i polsi per la blasfemia di quel che ho appena scritto 🙂 ), se simile allegazione verrà liquidata con un “Ah, sciocchezze della difesa, dicono tutti così” non c’é processo accusatorio, inquisitorio o misto che tenga.

    Sempre per bestemmiare, vogliamo parlare del fine di lucro nei reati contro il patrimonio? Di che prova hai bisogno, se è immanente all’azione stessa perché basta che l’impossessamento abbia un senso per colui che lo commette?

    O parliamo delle amene vicende del dolo eventuale per gli ubriachi????? (Arridateme Carnevale, per la miseria!)

    Solo quando un giudice si porrà seriamente il problema se il Direttore poteva sapere che Brambilla tocca il culo alla Rosina discuteremo di prove. Ma se la rappresentazione è in re ipsa…. dolo, intenzionalissimo per di più. Quello che comporta le aggravanti generiche, l’applciazione delle sanzioni civili INPS ai risarcimenti e via cantando.

    (scusa, ma sto scrivendo per una causa di mobbing e mi fumano)

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