Qualità di stampa

Tutti noi quando diciamo di avere letto una cosa sul giornale, intendiamo dire che per questo solo fatto la notizia debba essere vera. Peccato che quando della notizia sei in qualche modo protagonista, ti accorgi personalmente che le cose non stanno esattamente così. Ho difeso un tizio accusato di un grave reato, che il Tribunale della libertà mi ha rimesso fuori. Ieri mi chiama l’ANSA, io inizio a spiegare come al solito l’accaduto, ma il mio interlocutore, come al solito, non ha alcun interesse per le delicate questioni giuridiche che peraltro nemmeno afferra, e vuole solo l’effettaccio (la procura ha sbagliato, il Tribunale ha fatto giusto, il mio cliente è innocente, faremo appello). Il giorno dopo sul giornale cittadino si legge che siccome il caso è stato gestito male, il tizio è stato scarcerato perchè l’Avv. Pinco Pallo (non io, che sono quello che ha fatto il ricorso, ma un altro, che lo aveva difeso in precedenza) ha fatto ricorso.
Ora, siccome in modo più o meno grossolano, ho avuto modo di constatare analoga accuratezza nel 100% dei casi in cui sapevo comein effetti fossero andate le cose, sarebbe bene che quando leggiamo qualcosa sul giornale tenessimo conto che a) le agenzie di stampa non sono precise, rappresentando una semplificazione che spesso sconfina nella distorsione e b) i giornalisti non sanno nemmeno leggere le agenzie di stampa.

Comments 1

  • Finalmente una prova a favore di una questione che io sospetto da anni: ossia che sui giornali il fatto sia nascosto in parole a caso rimescolate assieme ad altre per rendere sensazionali avvenimenti assolutamente normali.

    Se si potesse misurare il grado di realtà di ciascuna notizia e da quello valutare il giornale probabilmente solo la gazzetta dello sport ne uscirebbe bene… (ho detto probabilmente)

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