Il pesce puzza dalla testa

Per diventare avvocati occorre[va] fare due anni di pratica. Poi una legge ha stabilito che invece occorra fare un anno e mezzo. Benissimo, e quelli che alla data di entrata in vigore della legge erano già iscritti alla pratica? In particolare quelli che avrebbero maturato i diciotto mesi (ma non i ventiquattro) in tempo utile per iscriversi all’esame? La logica diceva che si sarebebro dovuti applicare i diciotto mesi per tutti. E almeno il mio ordine aveva deciso in tal senso. Poi però è arrivato un parere del ministero che diceva che la norma NON ERA retroattiva. Contrordine compagni e revoca di tutti i certificati di fine pratica già concessi.

Oggi il ministero ha diramato una circolare secondo cui la norma E’ retroattiva. Ora, siamo tutti abituati a siparietti del genere, e pazienza se incidono sulla vita della gente e fanno si che non ci sia nulla di sicuro mai.

Ma il bello sono le motivazioni. Le stesse premesse da cui vengono fatte discendere conseguenze opposte.

Il confronto merita.

il 14 maggio il ministero osserva che la nuova legge porta la pratica a diciotto mesi, che son pevenute molte richieste di sapere se la norma sia retroattiva o meno, e che, siccome la legge non prevede una norma transitoria, occorre fare avere riguardo alle norme generali in materia di successioni di legge nel tempo.

il 4 luglio il ministero osserva che la nuova legge porta la pratica a diciotto mesi, che son pevenute molte richieste di sapere se la norma sia retroattiva o meno, e che, siccome la legge non prevede una norma transitoria, occorre fare avere riguardo alle norme generali in materia di successioni di legge nel tempo.

SOLO CHE

il 14 maggio opina che sulla base delle norme generali in tema di successione di leggi nel tempo la norma debba essere ritenuta IRRETROATTIVA atteso che in caso contrario il legislatore avrebbe inserito una norma transitoria;

il 4 luglio opina che sulla base delle norme generali in tema di successione di leggi nel tempo la norma debba essere ritenuta RETROATTIVA atteso che incide su un rapporto di durata, cioè si deve applicare agli effetti ancora in essere di un atto giuridico antecedente.

E QUESTO PERCHE’

il 14 maggio una diversa intepretazione avrebbe scombinato i tirocini in atto;

il 4 luglio invece avrebbe creato delle situazioni di disparità.

ANCHE PERCHE’

il 14 maggio si osserva che la norma non ha cambiato solo la durata ma anche le modalità, consentendo di sostituire i primi sei mesi di pratica con un corso, e potrebbe finire che uno che sostituisce la pratica col corso faccia solo sei mesi di pratica in studio

il 4 luglio si osserva che la nuova norma consentendo di sostituire i primi sei mesi di pratica con un corso, in realtà vuol dire che almeno dodici li devi avere fatti in uno studio e siccome quelli che avevano inziato la pratica prima la hanno fatta per forza in uno studio, non c’è problema.

MA QUESTA E’ STUPENDA

il 14 maggio si ritiene che il fatto che la norma originariamento fosse al tempo futuro (la durata del tirocinio non potrà essere superiore a …) mentre poi la versione definitiva sia al presente (la durata del tirocinio non può essere superiore a…) NON SIA indice del fatto che il legislatore abbia alla fine inteso applicare la norma anche ai tirocini in essere,

il 4 luglio si ritiene che il fatto che la norma originariamento fosse al tempo futuro (la durata del tirocinio non potrà essere superiore a …) mentre poi la versione definitiva sia al presente (la durata del tirocinio non può essere superiore a…) SIA PROPRIO indice del fatto che il legislatore abbia alla fine inteso applicare la norma anche ai tirocini in essere.

Sarà che il direttore del dipartimento affari di giustizia (4 luglio) odia il direttore dell’ufficio legislativo (14 maggio), certo che a me una storia simile spiega tante cose.

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