Brutti tempi e brutti luoghi

La prima cosa che viene scritta nelle perizie psichiatriche giudiziarie è se il paziente appare orientato nello spazio e nel tempo (cioè se sa dove si trova e ha più o meno presente data e ora). Io sono abbastanza orientato nello spazio e nel tempo, e questo mi consente di rendermi conto che vivo in un brutto spazio in brutti tempi.

Sono stato in una città nemmeno troppo lontana da Genova: anche li il posteggio si paga, ed anche li le macchinette infernali accettano solo monete e non banconote. Anche li io non avevo monete, ed anche li ho fermato un passante per chiedergli se aveva da cambiare. Solo che li il passante mi ha risposto “purtroppo non ho da cambiare, ma siccome la prima ora costa dieci centesimi, ecco a lei dieci centesimi, così ha tutto il tempo di andare a cambiare la sua banconota”. Uguale come a Genova.

Un mio cliente ha un processo a Viareggio, ed io mi sto organizzando per andare. Lo chiamo per accordarci e lui mi dice che, si, insomma, del processo se ne sta occupando un altro fin da prima che lui me ne parlasse e quindi non occorre che me ne occupi io. Legittimo, ma poteva dirlo. E’ brutto vivere in tempi in cui essere una persona seria (cioè banalmente una persona che quello che dice poi lo fa) diventa penalizzante. Ma le gente non è seria, e non pensa che gli altri lo siano.

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