Pagliacciate

La legislazione italiana prevede che se uno straniero chiede di essere ammesso al patrocinio a spese dello Stato debba allegare una dichiarazione consolare che non produce redditi in Patria. Non basta la autocertificazione, ci vuole la dichiarazione consolare, non sia mai che questi zozzoni godano del privilegio essendo ricchissimi nello Zimbabwe, e così se lo dice il consolato siamo sicuri.

Difendo in un processetto Pietro Gambadilegno, e siccome vuole essere ammesso al patrocinio a spese dello Stato, scrivo al consolato di Topolinia per avere la fatidica attestazione. Mi chiedono i seguenti documenti: la fotocopia della prima pagina del passaporto (specificano quella colla foto, mi sa che qualcuno gli ha mandato la copertina), e fin qui ci siamo, e poi…una dichiarazione scritta dell’interessato che non percepisce redditi in patria. Mi pare di intuire che quindi il consolato non accerta nulla: l’interessato dice di non avere redditi, il consolato sulla base di questo dice che non ha redditi, e il gioco è fatto.

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