In claris non fit interpretatio

Oggi il mio amico e collega Baldo Degli Ubaldi era molto triste: mi ha raccontato di essersi imbattuto, in una lontana città, in un giudice che non riusciva in nessun modo a capire una cosa per molti versi del tutto banale. Baldo è un appassionato di logica e quindi mi ha dimostrato per mezzo di equazioni matematiche come il ragionamento del giudice fosse fallace. Ma la cosa che lo metteva davvero in difficoltà era che, al di la delle dimostrazioni matematiche, il ragionamento era così evidente e così semplice che lui non riusciva a trovare il modo giusto di esporlo al giudice. Peggio ancora, era una cosa così chiara che la cassazione non si era mai trovata a doverla puntualizzare. E così il povero Baldo si è arrabattato tutto il pomeriggio per scrivere una memoria con cui, evitando di trattare il giudice come un bambino dell’asilo, ha cercato di dimostrare l’evidente. La sua amara conclusione è stata che non è bello vivere in un mondo in cui et in claris interpretatio necest.

Comments 1

  • Colpa vostra (della categoria) avere talmente saturato il mondo di cose complicate che quando, per una volta, provate a spiegare una cosa semplice non vi capiscono! 🙂

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