Dominus dedit

Provo pietà per quella povera signora che è andata a suicidarsi o farsi uccidere in Svizzera, e che si è prestata alla campagna a favore dell’eutanasia. Provo pietà per le sue parole che svelano il senso profondo di cosa le è mancato: “a chi giova questa sofferenza?”. Provo pietà per il fatto che non sia riuscita a dare un senso al proprio dolore. Su questo, sul senso del dolore occorre riflettere, non sull’eutanasia. Che poi davvero non capisco in nome di cosa questi atroci persuasori di morte portino avanti la loro lugubre battaglia. Dovrebbero riflettere sul pericolo intrinseco alla loro tesi: la china discendente. Adesso si vorrebbe rendere lecito l’aiuto al suicidio di un soggetto lucido ma che in futuro starà male, in passato si è permesso di uccidere un soggetto non lucido che non aveva speranza di stare meglio, poi si passerà ai malati terminali, poi a quelli che diverranno terminali se lo chiedono, poi anche a quelli che non lo chiedono, adesso si sta già dibattendo dei bambini che nascono malati, poi si passerà ai disabili, ai vecchi, agli inutili, ai non produttivi, e poi chissà. L’eutanasia è cugina prima della eugenetica. I nazisti mica sopprimevano i malati terminali, ma i malati di mente, gli inutili, i disabili. Chi chiede di introdurre l’eutanasia, cosa pensa del nazismo? Chi chiede l’eutanasia è proprio così sicuro di come si comporterà dinanzi alla morte? Ho letto che dicono che occorre introdurre l’eutanasia perchè se no altri decideranno come devi morire. In effetti è questo il punto: chi decide. La verità è che decidere della vita e della morte è talmente pericoloso che è meglio che non sia nessuno a decidere su questa terra.

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