Secondo giorno

Il giorno dopo ci siamo lasciati Lucca alle spalle e siamo partiti alla volta di Chiusdino per visitare la abbazia di San Galgano: si tratta di quella famosissima abbazia abbandonata e scoperchiata che viene oggi usata come sala da concerto o ambientazione speciale per eventi di vario genere, molto cara a tutti gli appassionati di esoterismo. La chiesa era stata già abbandonata da tempo, quando un fulmine colpì il campanile, che rovinò sul tetto scoperchiando la chiesa, e si pensò che ormai non convenisse più aggiustarla. Poco sopra si trova l’eremo di San Galgano (dove si entra gratis perchè è della parrocchia a differenza della abbazia che è del Comune) ove si può ammirare la famosa spada infissa nella roccia. Invero si ammira poco perchè è protetta da una cupola di plexiglass che non consente di vedere bene, da quando il solito bello spirito cercò di tirarla fuori, rompendola. Peraltro nella adiacente sacrestia si possono ammirare (custodite in una teca coperta da un drappo che chi vuole lo alza a proprio rischio e pericolo) due braccia che appartennero dei tizi che già in passato avevano cercato di tirare fuori la spada, e che un lupo per punizione gli aveva mozzato. Ma questo accadeva ai tempi di San Galgano (una targhetta assicura che l’esame del C14 confermerebbe che le braccia risalgono all’epoca) e si vede che oggi i lupi vendicatori scarseggiano (credo per superlavoro, perchè se si dovessero oggi mozzare le mani in Italia a tutti quelli che se lo meriterebbero…). Terminata la visita a San Gagano siamo andati a Siena, dove abbiamo miracolosamente trovato posteggio nelle strisce bianche. Passeggiata per il centro fino a Piazza del Campo che, per la sua conformazione si svela improvvisamente davanti agli occhi, ed è davvero un bel vedere. Poi siamo risaliti verso il Duomo: qui con un biglietto unico (nemmeno troppo economico) ci si assicura l’ingresso a tutto quello che vale la pena vedere. Il Duomo (sulla cui parte esterna compare il misterioso quadrato magico SATOR AREPO), al cui interno si trova anche la sfarzosa cappella Piccolomini e ove è il caso di ammirare i ritratti dei papi lungo il cornicione (non son riucito a capire fino a quale papa arrivino) e le volte stellate. L’insieme è davvero bello e gli stranieri son davvero sbalorditi da quello che vedono. Poi la cripta, con gli affreschi resturati e il battistero ed infine il museo da cui si accede alla sommità del Facciatone da cui si vede tutta Siena. Fatto sta che a un certo punto ai senesi quel popò di cattedrale gli sembrò troppo piccola (anche per non sfigurare con Firenze che se ne era appena fatta una spropositata) e decisero di rifarla più grande utilizzando la chiesa esistente come transetto di quella nuova. Iniziarono i lavori ma poi per qualche motivo non se ne fece più nulla. Il facciatone è la enorme facciata incompiuta della nuova chiesa mai realizzata. La cena non mi ha soddisfatto come quella delle sera precedente: il ristorante era carino, ma i camerieri troppo invadenti. Ci siamo rifatti con un bicchiere di vin santo in piazza del Campo davanti al palazzo del Governo ed alla torre del Mangia (così detta perchè i senesi ritenevano che il campanaro ad essa addetto rubasse lo stipendio). Quella piazza è davvero suggestiva e resterà uno dei migliori ricordi di questi giorni.

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