Comune che vai

Certificato che trovi: capita che un avvocato abbia bisogno di ottenere per i motivi più vari dei certificati dalla anagrafe o dallo stato civile. Si va dai certificati necessari per presentare una separazione al banale certificato anagrafico per notificare un atto nel posto giusto. Beh, l’unità d’Italia dei certificati è ancora tutta da fare. Il Comune di Genova ha un efficiente sistema di richiesta dei certificati online: un utente registrato può inserire la richiesta direttamente dal proprio computer e ricevere dopo pochi istanti in certificato digitale in una apposita casella di posta elettronica certificata. Inspiegabilmente talvolta la procedura si conclude con l’avviso che il certificato richiesto non è emettibile in formato digitale. Rimediabile mediante richiesta via posta elettronica ordinaria ad un apposito ufficio, solo che devi andarti a prendere il certificato il giorno dopo. Esiste anche la possibilità di farselo spedire o portare, ma i tempi si allungano.

Non è sempre così facile. Avevo bisogno di tre certificati: due da richiedere in due diversi comuni in Calabria e uno in un comune in Liguria. Telefono al $comunecalabrese1 che mi dice di mandare una richiesta via PEC e me ne da una diversa da quella presente sul sito inipec. Scrivo a entrambe: la casella dichiarata sul sito inipec non è attiva, quella comunicatami a voce si e – mirabile dictu – nel pomeriggio ricevo una PEC con allegato il certificato.

Telefono al $comunecalabrese2, che mi comunica un indirizzo pec corrispondente a quello presente sul sito inipec. Al pomeriggio arriva una cortese telefonata in cui mi dicono che sono molto dispiaciuti, ma loro non hanno uno scanner e quindi non possono mandarmi il certificato via PEC. Se possono mandarmelo via fax. Acconsento e dopo poco mi arriva il certificato, battuto a macchina (ma proprio tipo Olivetti Lettera 22) su un modulo prestampato.

Telefono al $comuneligure: mi dicono che non ci devo provare neppure a chiedere il certificato via PEC e che se lo voglio devo andare li perchè devo PAGARE per averlo. Obietto che a Genova li danno in via digitale. Loro mi dicono che non è possibile perchè “la legge vale in tutta Italia”. Insisto e – forse piccati dalla mia insinuazione che evidentemente il comune di Genova è più all’avanguardia – mi dicono di mandare una mail che ci penseranno.

Scrivo una mail in cui rappresento che poi alla fine a me non serve il certificato di residenza, ma solo sapere l’indirizzo della persona in questione. Oggi mi arriva una mail, alla quale è allegato il PDF della mia mail stampata e su cui è stato scritto a penna l’indirizzo che volevo. Per carità: gentilissimi, ma credo di poter dire che l’approccio delle pubbliche amministrazioni al digitale sia ancora in po’ a macchia di leopardo.

Comments 2

  • Una ulteriore prova che l’unità d’Italia è pura fictio.

  • eh, bisognerebbe scrivere un campionario! altra risposta tipo, quando chiedi solo l’indirizzo, ma vogliono estorcerti soldi a tutti i costi, è “le anagrafi possono rilasciare i dati solo in forma certificativa”. A parte ovviamente quello di Roma, che rilascia i dati solo agli avvocati del Foro di Roma…..

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