Perinde ac cadaver

Oggi è stata una giornata “perinde ac cadaver”, cioè una di quelle giornate in cui non prendo nessuna iniziativa e semplicemente mi lascio portare. Può essere una buona soluzione per riposare o anche per evitare quei contrasti inutili che derivano dalle resistenze parimenti inutili e che tanto avvelenano inutilmente la vita. Faccio un esempio: detesti il cinema? E che sarà mai, una volta ogni tanto ti ci fai trascinare perinde ac cadaver. Quando ci sono le giornate p.a.c. in genere tutti sono contenti, ed alla fine sei contento pure te, perchè non hai dovuto fare nulla se non fare passivamente quello che ti dicevano di fare. Non si può vivere sempre così, ma una volta ogni tanto si. E così oggi p.a.c. mi sono fatto portare in un paese qua vicino a trovare delle persone e p.a.c. mi sono accomodato al ristorante, dove – a onor del vero – ho onorato la tavola in modo inaspettato per un cadavere. Poi mi son fatto portare in giro, ho riposato mentre gli altri facevano gli affari loro, forse ho pure dormicchiato un poco, mi pare di avere sognato, poi mi son lasciato traslare in casa. A volte (sembra macabro, ma non lo è) mi abbandono e immagino di starmi putrefacendo sul fondo della mia fossa; la carne si squaglia, le ossa si staccano, mi dissolvo e, come fosse un àtanor, torno nel mio uovo alchemico da cui rinascere, rinnovato. Post fata resurgo. Domani è lunedì.

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