Parere pro falsitate

Ieri sono stato praticamente tutto il giorno in studio, ed ho ricevuto un po’ di gente, con tutto il corteo di questioni problemi consigli e pareri che in genere si portano appresso. Io cerco sempre di dire la verità ai miei clienti, anzi, gliela dico sempre. Ho però imparato a dirgliela in modo digeribile, perchè le volte che la ho detta in modalità troppo nuda&cruda non è stata accettata. A volte le persone sono troppo convinte o vogliono essere troppo convinte di essere dalla parte del giusto che proprio non accettano di avere torto e soprattutto non sopportano di sentirselo dire. Ma fosse solo questo, la cosa che mi addolora di più è che spesso le genti non capiscono che se dico loro la verità è per la loro convenienza, cioè sto facendo qualcosa di utile per loro. Se ti dico di lasciare perdere una certa iniziativa, che nella migliore delle ipotesi non ti porterà da nessuna parte, e che nella peggiore ti porterà in un brutto posto, lo dico per aiutarti non per contraddirti e basta, ma questo la gente non lo capisce. Senza contare che non capiscono che rendere difficile e sgradevole il mio lavoro è una ulteriore forma di autolesionismo. Una volta un mio cliente mi ha tormentato perchè voleva essere “convinto” che la linea difensiva che stavo seguendo era quella giusta, e non capiva due cose abbastanza evidenti: la prima era che avendo già da convincere uno sparuto ma agguerrito (e non del tutto ben disposto, peraltro non del tutto a torto) drappello di giudici non era il caso di sprecare tempo ed energie a convincere lui, la seconda era che poi alla fine anche se non avevo la certezza (ma solo una ragionevole possibilità) che linea difensiva che stavo seguendo fosse quella vincente, ero invece assolutamente certo che quella che si era messo in testa lui fosse perdente, per non dire suicida. Mi dispiace dover però sottolineare che questo inconveniente tende a ripetersi con le persone “normali” che vengono coinvolte in avventure giudiziarie, perchè non accettano le conseguenze delle loro azioni. I delinquenti, quelli veri, di solito sono maggiormente in contatto con la realtà. E’ la atroce realizzazione della teoria di Carlo Cipolla: lo stupido è più pericoloso del bandito.

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