Teste (si, di c….)

Non ho mai capito perchè per molta gente essere citata come teste in un processo equivalga a una offesa mortale o a una onta insopportabile: si tratta per lo più delle stesse persone che, all’occorrenza, sbraitano che loro “hanno i testimoni”.

Dialogo fedelmente trascritto tra un avvocato e un tizio citato come teste:

T: pronto? Avvocato! Mi ha citato come teste, voglio sapere di che si tratta.

A: Mi spiace, ma non posso parlare coi testi dei fatti di causa: si tratta di venire in Tribunale e rispondere alle domande che le farà il giudice.

T: Ma almeno mi dica chi mi ha citato.

A. I nomi delle parti sono sull’atto che le ho notificato.

T: Si ma io non li conosco, mi dica almeno chi sono.

A: Capirà che se le spiego per quale motivo li dovrebbe conoscere, mi avvicino pericolosamente a parlarle dei fatti di causa.

T: Ma io non so nulla.

A: Verrà a dire che non sa nulla.

T: Eh ma lei capisce che se mi fa perdere una mattinata per nulla io verrò a dire peste e corna del suo cliente, non so se le conviene.

A: Sta dicendo che vuole venire a rendere una falsa testimonianza per ripicca?

T: No, perchè dovrei essere denunciato per falsa testimonianza?

A: Se viene a dire la verità non corre questo rischio.

T: Ma io non conosco nessuna di queste persone.

A: Verrà a dire che non le conosce, e comunque a rispondere alle domande del giudice.

T: Ma io la mattina sono impegnato: non si potrebbe fare udienza di pomeriggio.

A: Ho gente, la saluto, grazie per avere chiamato. *CLICK*

(magari un aperitivo, eh?)

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