Ne absorbeat eas Tartarus, ne cadant in obscurum

Leggo che una funzionaria apicale della Agenzia delle Entrate (una di quelle pagate mica poco, per capirci) avrebbe detto che quelli che non rispondono ai questionari (cioè quelli che non collaborano alla loro stessa rovina) conosceranno “il lato oscuro dell’accertamento”. Una simile becera minaccia in stile mafioso, che sembra uscita da un film di Tarantino, secondo me non si addice alla bocca di un funzionario dello Stato, ma almeno ha il merito che per la prima volta, e proprio per bocca di un funzionario dello Stato, viene ammessa l’esistenza di un lato oscuro dell’accertamento, che poi è quello che porta al suicidio chi cade nelle sue grinfie. Che se poi il lato luminoso dell’accertamento è quello che pretende che la vittima collabori col carnefice, direi che l’oscurità sta prevalendo. Ma la cosa che mi preme sottolineare è che, senza necessità di limitarsi ai riferimenti letterari o cinematografici, è dato di fatto dal punto di vista magico ed esoterico che i “lati oscuri” tendano a ghermire chi cerca di servirsene. Buon viaggio, quindi.

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