Storia di un processo

Questa che oggi voglio raccontare è la storia di un processo: non un processo relativo a delitti efferati o a fatti di cronaca importanti o con questioni particolari di diritto, ma un processo come tanti, anzi, un processo come la maggioranza dei processi. Però lo voglio raccontare lo stesso perchè questa storia aiuta a capire come la sorte di una vicenda possa cambiare in virtù di una miriade di variabili non sempre governabili. Dieci anni fa un mio cliente viene accusato (a torto o a ragione è del tutto irrilevante per quello che segue) di un reato. Non un reato grave, una cosa da poco, e, siccome era una cosa da poco, veniva definita con un decreto penale di condanna (ti mando una multa senza farti il processo: la multa, nota bene, era di millecentoquaranta euro). Solo che, per un errore, il decreto penale di condanna (nel 2009) non veniva notificato al domicilio dichiarato dal mio cliente, ma alla residenza, dove lui non abitava e quindi non aveva mai notizia della condanna che diventava quindi definitiva. Lo scopriva solo tre anni dopo: egli fa un mestiere che richiede un certificato penale immacolato, e si accorge dell’accaduto solo perchè, per la presenza di quella condanna, la autorità amministrativa inizia il procedimento di revoca di una licenza. Facciamo subito istanza di restituzione nel termine, che viene accolta, ed opposizione tardiva, cosicchè il decreto di condanna viene revocato e inizia il processo. Tuttavia, mentre il processo era in corso, il Tribunale davanti cui si celebrava viene soppresso e accorpato al Tribunale del capoluogo, cosicchè si riparte davanti a altro magistrato, ricominciando daccapo (anche perchè io mi ero rifiutato di acquisire gli atti fatti davanti al magistrato precedente). Così, solo dopo altri due anni, si arriva alla sentenza: condanna a cento euro di multa! Potrebbe bastare, ma come ho detto al cliente serve per lavorare una licenza che se ha una condanna, anche a solo cento euro, rischia che gliela tolgano, quindi facciamo appello, ed un anno dopo (veloci quando vogliono, eh?) la Corte di appello conferma la sentenza. Facciamo ricorso per Cassazione che viene assegnato alla settima sezione perchè venga dichiarato inammissibile. E’ finita? No: mando una memoria alla Cassazione sostenendo che il ricorso è ammissibilissimo, anche perchè nel frattempo il reato è stato depenalizzato, e la Corte che fa? Passa tutto a altra sezione che alla fine, dopo tutto questo tempo, dichiara la prescrizione. Io ed il mio cliente siamo molto contenti, il suo certificato penale è rimasto pulito e la licenza è salva. Ma che fatica e quante incertezze, e soprattutto ognuno vede, come detto all’inizio, che in un processo, anche abbastanza banale, la differenza è fatta dalle piccole sfumature.

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