Mi sento osservato

Per Natale Francesca mi ha regalato un orologio che sapeva che mi piaceva moltissimo, ed io sono stato molto contento di averlo ricevuto. Proprio per questo, mi piace molto portare il mio nuovo orologio che peraltro, essendo automatico, va portato sennò si scarica. Il fatto è che lo smartwatch se ne è in qualche modo accorto: non fa che segnalarmi che la mia attività fisica è scesa molto, si allarma perchè non riesce a rilevare il mio battito cardiaco. Insomma, si è ingelosito. Sto cercando di rassicurarlo, ma temo che finirò per incontrare di nascosto il mio orologio nuovo. Che poi, rendersi schiavi delle nuove tecnologie non è altro che un rendersi schiavi di se stessi. Come sapete io, oltre ad essere una persona orribile, sono anche una persona aperta a nuove esperienze (i miei amici direbbero un tipo impressionabile, Francesca direbbe uno che si lascia abbindolare facilmente, ma va beh) e mi sono lasciato convincere da un collega ad installare sullo smartphone una applicazione che mi ricorda quando devo bere. Che troglodita che ero fino a ieri, che bevevo solo quando avevo sete! Adesso mica bevo, mi idrato, seguo anzi un programma di idratazione, ed ogni volta che il mio cellulare me lo intima, giù un bel bicchierone. Il collega mi ha garantito che fa benissimo, tutta salute. Per adesso sono solo schiavo del cellulare, della bottiglia e del cesso.

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