Mors tua

Voglio appuntarmi qui alcune considerazioni molto fuori dal coro in relazione alla eutanasia richiesta ed ottenuta all’estero da un tizio noto nel mondo dello spettacolo. Quelli che non sopportano un confronto civile al di fuori dei dettami della cultura mainstream, possono pure fare a meno di leggere. Gli altri siano confortati dal fatto che almeno sarò breve.

Sono contrario alla eutanasia, principalmente perchè si comincia così e poi non si può sapere dove si arriva (è il c.d. argomento della china discendente) prima si dice che sceglie l’interessato con mille cautele, poi scelgono altri sulla base di preferenze espresse prima, poi chissà chi decide e chissà come. Il fatto è che elementi che confermano l’esistenza di questo rischio sono già presenti, perchè è già successo che sia stata decretata la morte di una persona non sulla base di una sua volontà espressa, ma di una sua volontà presunta.

Peraltro, ed è strano che nessuno lo rilevi, l’eutanasia è un concetto eminentemente nazista: forse non se ne rendono conto quelli che dicono che serva per dare dignità alla propria fine, il che vale a dire che in mancanza la propria vita è indegna, ed a volte si fa direttamente spudorato riferimento al diritto a una vita degna di essere vissuta, quindi quella del malato è indegna di essere vissuta, che è proprio il principio cui faceva riferimento il programma Aktion T4. Documentatevi, ne vale la pena.

Peraltro queste vicende mi portano alla mente l’egoismo intrinseco dell’atto suicida e quindi l’egoismo del suicida stesso: suicidarsi non è proibito e nessuno lo vieta. Ma a quanto pare non basta, si sente il bisogno di coinvolgere anche gli altri, nel proprio suicidio, si ha la pretesa che venga approvato e questo mi pare egoista, anche perchè non possiamo dimenticare che la morte di una persona, alla fine, tocca per lo più chi resta.

Apprezzerete la assenza di riferimenti ed argomentazioni di tipo etico o religioso, ciò in quanto essi dovrebbero entrare in gioco nell’affrontare in realtà un tema molto più ampio, che è quello del tentativo di distruzione del Cristianesimo di cui il dibattito sulla eutanasia è solo uno dei tanti fronti.

Una cosa però la devo dire: alla fine il guaio è proprio la incapacità di dare un significato al proprio dolore.

 

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