L’ignoranza è una brutta bestia

Ciò che accade quotidianamente quando si cerca di accedere alle semplificazioni che le moderne tecnologie consentirebbero nei rapporti con le pubbliche amministrazioni, è uno sconfortante segno di quanto queste siano saldamente in mano a burocrati pavidi ed ignoranti, ancorati senza rimedio alla carta ed alla monetina, analogici senza speranza. Mandi una richiesta per mezzo di una PEC? La risposta è che non va bene, perchè occorre via PEC mandare la richiesta su carta intestata e firmata a penna. Una risposta del genere è la confessione della propria ignoranza dei meccanismi di funzionamento della PEC, delle possibilità duplicative di un computer e del funzionamento della firma digitale, oltre che del concetto stesso di firma.

Il povero caprone che mi ha risposto in questo modo ignora che con un computer di carta intestata ne posso fare quanta ne voglio, di chiunque, e di firme scannerizzate ne posso incollare a bizzeffe; il miserabile analfabeta non sa che la PEC è un mero veicolo di un contenuto e che comunque il fatto che io la abbia mandata e firmata “elettronicamente” avendo le credenziali di accesso alla casella, lo assicura della provenienza più e meglio di un allegato fatto chissà come chissà da chi, atteso che evidentemente il cretino non sa che il PDF è a sua volta un mero contenitore al cui interno posso metterci di tutto. Naturalmente stiamo parlando dello stesso affannato mentale che se gli mandi il documento firmato digitalmente (con estensione .P7M) immediatamente replica “mi spiace: non riesco ad aprire l’allegato”.

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