L’ora legale

Io non sono tra i detrattori dell’ora legale, anzi, a me piace, non crea alcun disagio, se non fosse per quella cosa di dover regolare gli orologi. Un tempo era facile, ciascuno aveva un solo orologio, se lo aveva, e bastava regolare quello. Mi ricordo mio nonno, che possedeva solo una monumentale cipolla conservata sul comò in un piattino con l’ovatta, se doveva vedere l’ora, si alzava e consultava quello, che segnava il Tempo Universale di Casa (UTC), la sua Greenwich personale. Adesso è più difficile e non solo perchè ciascuno possiede più orologi, non solo perchè gli orologi sono dovunque (anche nel forno di cucina, ormai), ma anche perchè parte (e solo parte) dei predetti orologi si aggiorna da sola, cosicchè la mattina dell’ora legale mi si crea in casa una confusione pazzesca tra orologi che segnano l’ora giusta e orologi che segnano l’ora sbagliata. Ma l’ora legale per me, uomo con molti orologi che vive a cavallo del XXI secolo, è anche il festival della pila, quella da sostituire negli orologi lasciati in un cassetto e che vengono tirati fuori solo due volte l’anno, quando si deve spostare l’ora legale.

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