Perchè si sappia

Solitamente non amo parlare di me stesso sul blog eccezion fatta per le cose piccole della mia piccola vita: intendo dire che raramente parlo del mio lavoro se non limitatamente alla piccola anneddotica. Questo è il mio blog, non la Hall of Fame o peggio un veicolo pubblicitario, ma stavolta farò una eccezione, perchè questa storia merita di essere raccontata.

Ho concluso qualche settimana fa un grosso ed impegnativo processo. Concluso per modo di dire, perchè astrattamente ci sarebbe ancora un grado di giudizio, ma le preclusioni processuali, la logica e un certo inguaribile ottimismo sull’esistenza di un limite alla stupidità ed ostinazione del miei simili, mi fanno sperare che la vicenda sia finita. Grosso per modo di dire, perchè si trattava di una vicenda in realtà piuttosto piccola, ma che alcune parti processuali avevano interesse a sostenere che fosse grossissima, peraltro riuscendo a renderla tale.

Cinque persone, incensurate, un imprenditore e quattro pubblici funzionari, vengono rinviati a giudizio per avere rispettivamente ottenuto, assentito e rilasciato un permesso di costruire “qualcosa” che “qualcuno” assolutamente non voleva venisse costruito. La giustizia amministrativa prima e la giustizia contabile poi avevano stabilito senza alcun dubbio la legittimità del loro operato. Ma la Procura della Repubblica non era della stessa opinione. Risultato: un anno di indagini, due anni (DUE ANNI) di dibattimento in primo grado (assoluzione per uno dei due reati contestati, condanna per l’altro che si prescriveva dopo pochi giorni), appello di tutte le parti (anche della Procura contro l’assoluzione) e dopo un anno sentenza della Corte di Appello di assoluzione per tutti gli imputati da tutti i reati contestati (perfino quelli nel frattempo prescritti).

Insomma, i cinque non avevano fatto nulla, e non è che io me ne fossi accorto fin dall’inizio perchè sia più furbo. Semplicemente era evidente. Ma nel frattempo quattro anni sulla graticola e spese immense. Nessuno riconoscerà di avere sbagliato. Ecco, questo solo volevo dire: questo può capitare a ciascuno di noi, in qualsiasi momento.

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