Altri indizi

Altri indizi della oramai avvenuta catastrofe sono gli spot pubblicitari. Sento in radio uno spot con cui una banca pubblicizza i suoi mutui, semplicemente abominevole, in cui non si parla di tassi, durate, spese, clausole particolari, nulla che possa invogliare qualcuno a fare un mutuo con loro, tranne una sgradevole canzoncina chiaramente mutuata dai cori da stadio. Insomma fare un mutuo non è una valutazione tecnica, ma un atto fideistico tipo la tifoseria calcistica, almeno questo è il messaggio che passa a me. Ma il problema grave secondo me non è quanto faccia cagare in sè lo spot, ma quello che c’è dietro: immagino che i dirigenti della banca un giorno si siano accorti di una flessione dei mutui che hanno giudicato preoccupante, allora si sono rivolti a una società di consulenza che dopo mille analisi e mille riunioni ha detto loro quello che tutti sappiamo: la banca attraversa una crisi di fiducia da parte del pubblico, solo che anzichè consigliare loro quello che tutti gli consiglierebbero (occorre che ricominciate a comportarvi seriamente) suggeriscono di recuperare mediante una adeguata campagna di comunicazione. Allora i dirigenti si sono rivolti ad una agenzia di pubblicità, la quale dopo mille riunioni e mille tentativi, ha deciso che occorreva uno spot che parlasse il linguaggio della gente, ed ha sfornato il bel capolavoro (sembra di sentirli “fantastico, capo! Ma come ti vengono?”. “Eh, è un dono di natura”). A questo punto hanno fissato un appuntamento coi dirigenti della banca, hanno mostrato loro il risultato di tante fatiche e qui sta il problema, siccome la gente in affanno mentale ormai è dovunque e tutti parlano solo la lingua dello stadio, nessuno si è alzato ed ha detto: “Cos’è questa merda?”.

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