Viva l’estate

Io sono notoriamente una persona orribile, l’elenco delle mie idiosincrasie si allunga di giorno in giorno, e con l’età le cose non sono destinate a migliorare: a me non piacciono i cani, i tatuaggi, le persone che fumano, gli infradito, solo per citarne alcune. In compenso non potete immaginare quanto mi piaccia andare sulla spiaggia: innanzitutto a me, appassionato di Dante, sembra di rivivere le ambientazioni del Sommo Poeta, e di ricalcare i suoi passi attraverso le Malebolge infernali. Certo, devo fare i conti con la radiazione solare che mi morde la pelle con ferocia, ma si può ovviare (in parte) impiastricciandosi con uno di quei disgustosi cataplasmi protettivi, anche se quando si mischiano con la sabbia, cioè sempre, è come darsi la pasta abrasiva. Del resto la sabbia è il materiale di cui son composte le spiagge, ed è rassicurante il modo in cui si insinua ovunque, per giorni; anche il bruciore dell’acqua salata è poca cosa in fondo, solo il giusto contrappasso della breve frescura del bagno, e a cui si ovvia con una bella doccia ghiacciata che tra le altre cose riattiva la circolazione. Ma questo ed altro si sopporta per l’immenso piacere che mi pervade quando finalmente arriva il momento tanto atteso. Quello di andarsene.

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