Sagre

Non so altrove, ma dalle mie parti d’estate ogni comune, ogni frazione, ogni comunità, non importa quanto numericamente esigua, quanto territorialmente minuscola, si sente in dovere di organizzare almeno una sagra. Le sagre sono di due tipi: tematiche o atematiche. Quelle tematiche sono tipo la sagra del muflone arrosto, la sagra dell’acido muriatico e cose del genere; quelle atematiche sono la sagra e basta. Nelle sagre atematiche si mangiano i ravioli al ragù, la salsiccia arrosto e la crostata, nelle sagre tematiche invece si mangiano i ravioli al ragù, la salsiccia arrosto, la crostata e putroppo il muflone é appena finito. Si, perché il fulcro delle sagre é mangiare: lo si fa su tavoli e panche talmente sempre uguali che sospetto che esistano ditte specializzate nella loro produzione o noleggio. Nelle sagre si mangia male come in una trattoria scadente, pagando come in un buon ristorante e comodi come in caserma (coda col vassoio per ogni singola portata inclusa). Gli unici contenti sono gli organizzatori, che ti mettono un pezzetto di salsiccia in un piatto di carta al prezzo di un metro di salsiccia ben servita. Ma allora perché la gente ci va? Non chiedetelo a me, é un mistero.

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