Lo Strano Paese

Esiste uno strano paese in cui le forze di polizia sono davvero tante, e possono verificarsi spiacevoli inconvenienti, tipo accorgersi (a distanza di secoli dalla fondazione dei rispettivi corpi) che due di esse hanno le divise dello stesso colore. Inammissibile: è dai tempi della guerra di Piero che avere la divisa di un altro colore è ciò che distingue l’appartenenza all’uno o all’altro corpo, quindi si svolgono accurati studi storici, si individua il corpo che per primo aveva adottato quel colore e si costringe l’usurpatore a scegliersene un altro. Detta così sembra una cosa facile, ma in realtà si tratta di sostituire tutto il vestiario (uniforme invernale, uniforme estiva, camicie, maglioni, giacconi, cappotti, cappelli, berretti, insomma tutto) di un intero corpo militare, buttando via tutto quello vecchio anche se nuovo di pacca. Fin qui, pazienza, se non fosse che poco dopo succede che ci si accorga anche che in effetti ‘sti corpi di polizia sono troppi, e che per risparmiare (risparmiare!) occorre sopprimerne qualcuno. La scelta ricade proprio sul corpo che per primo aveva adottato il famoso colore conteso; il corpo viene sciolto e tutti i suoi effettivi vengono assorbiti da un altro corpo, che, manco a dirlo, ha la divisa di un altro colore ancora. Stavolta però si decide di essere meno cromaticamente rigorosi e di non riverniciare i mezzi del corpo soppresso con i colori del corpo che lo ha assorbito, ma di cambiare solo la scritta sulla fiancata. Si vedono quindi circolare mezzi con il colore del vecchio corpo, ma sulla fiancata il nome del nuovo. Non ho visto il colore delle divise di quelli che li guidano, ma mi chiedo: se non avessero speso tutti quei soldi per cambiare il colore a un corpo che tanto poi l’altro lo sopprimevano, chissà se ne avrebbero avuti poi per riverniciare le macchine dell’altro.

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