Il mondo della Luna

Oggi andando in ufficio mi sono fermato lungo la via a guardare il mercatino delle cose usate. A me piacciono molto i mercatini delle cose usate, vi si trovano cose originali e spesso mi è capitato di fare degli acquisti (più o meno buoni). Il fatto però è che dopo poco vengo preso da una strana sensazione, e mi sento come immagino dovesse sentirsi Astolfo nel mondo della Luna, in mezzo a tutte quelle cose perdute. Molte cose sono di pessimo gusto eppure io penso che vennero prodotte, acquistate, ed in qualche modo conservate da persone che le trovavano belle, o utili, e poi sono finite dal robivecchi nella speranza che qualcun altro le trovasse belle o utili. Qui dopo avere scomodato Ariosto, finiamo per scomodare Gozzano, Manzoni e chissà chi altro. Fanno riflettere i giocattoli che furono di bambini ormai antichi (alcuni spopolavano quando ero bambino io, tanto per dire che sto diventando antico a mia volta) i diplomi, i gioielli, le onorificenze, per le quali qualcuno ha magari smaniato o dato prova di eroismo. Rifletto sulla caducità delle cose umane: sic transit gloria mundi. Ma nel mercatino non vi sono solo le cose perdute, ma anche le parole. Sembra che nel mercatino si conoscano tutti, venditori ed acquirenti, e ad ogni bancarella è una chiacchiera, su un oggetto, su un altra bancarella, su un altro mercatino, ed un appuntamento al mercatino prossimo in un altra città (gli acquirenti più accaniti seguono le loro bancarelle, magari tra tre giorni ci mollano sul prezzo di qull’oggetto) al punto che oggi anche le persone mi sono sembrate oggetti da robivecchi: dimesse e male in arnese. Fuggo e mi accompagna una considerazione sull’attualità: se dovesse essere definitivamente approvata la legge che proibisce i cimeli del ventennio, molte bancarelle dovrebbero proprio chiudere, al netto della considerazione se poi sia proprio necessario proibire della roba che ormai abita solo sulle bancarelle del robivecchi.

Comments 1

  • Bisognerebbe proibire quello nuovo di fascismo non quello vecchio che è ormai morto e sepolto. Cosa tutt’altro che facile se si vuole restare uno stato per quanto possibile democratico. Lo sfoggio che alcune persone fanno dei cimeli del ventennio è, a mio avviso, frutto soprattutto dell’ignoranza e quella non si combatte vietando i cimeli ….

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