Un paese semplicemente pazzesco

Questa è una di quelle storie che non avrei mai voluto raccontare, ed infatti ho indugiato a lungo prima di raccontarla, non so se faccio bene, ma credo sia giusto che certe cose si sappiano. Vengo nominato difensore di ufficio di un minorenne marocchino residente in un altra regione, indagato a Genova per avere pestato a Genova un tizio. Il pubblico ministero delega l’interrogatorio e la polizia delegata lo subdelega alla stazione dei carabinieri del luogo di residenza. Il minorenne, che per fare reati può viaggiare tranquillamente ma per spiegare perchè li ha fatti non si deve muovere, fa sapere che vuole avvalersi del difensore di ufficio, cioè di un difensore a spese della collettività, cioè a spese mie, perchè sono io che devo andare fuori regione e che quando chiederò la liquidazione degli onorari mi metteranno in mano un provvedimento con scritto che siccome la mia opera è stata di poco pregio, mi liquidano se va bene un centone che prendo dopo molti anni, se lo prendo, ritenuta di acconto e split payment a parte. Scopro tuttavia che il Consiglio Nazionale Forense, che gestisce le difese di ufficio, ha stabilito che per i minorenni deve essere nominato un difensore del suo luogo di domicilio e non del luogo di celebrazione del processo. Lo faccio presente: il pubblico ministero allarga le braccia: non gliene frega nulla. Il suo segretario invece si inalbera: il computer non mi permette di nominare un difensore di fuori distretto e poi io non prendo ordini dal Consiglio Nazionale Forense (dal computer invece si, credo lo consulti stando sull’attenti). Bene, inutile insistere, cerco una collega del luogo e le chiedo di sostituirmi. Non faccio a tempo che lo zelantissimo carabiniere delegato mi fa sapere che se voglio nominare un sostituto, deve essere iscritto alle liste dei difensori di ufficio, e per di più nella lista speciale dei difensori di ufficio specializzati per il processo minorile. La collega non lo è. Allora chiamo il carabiniere e gli dico: ok, la collega non è nelle liste, vengo io, ma siccome la legge dice che devono essere specializzati non solo i difensori, ma anche le sezioni di polizia giudiziaria, mi faccia trovare per favore copia del decreto che istituisce la sua stazione come sezione specializzata di diritto minorile. Al poveruomo crolla addosso il mondo, balbetta frasi sconnesse e alla fine propone (parole sue) un “patto tra gentiluomini”: io non faccio domande sulla sua specializzazione e lui non ne farà su quella della collega. Viva l’Italia, viva la Repubblica. E così l’interrogatorio si fa senza intoppi, a parte le lunghe lamentele del giovane imputato che essendo musulmano non voleva essere difeso da una donna. A me è capitato spesso che imputati musulmani si lamentino perchè non vogliono essere difesi da donne. La cosa più irritante è che però quando realizzano che possono nominare tutti i difensori maschi che vogliono, solo che poi li devono pagare, allora le donne magicamente iniziano ad andare bene.

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