Simboli

July 8, 2010 by admin · 2 Comments
Filed under: Uncategorized 

Sono un appassionato di simboli e conseguentemente mi sono anche appassionato al loro studio.
I terremotati abruzzesi sono andati a Roma a lamentarsi di qualcosa e sono stati caricati di legnate dalla Polizia.
La cosa non ha fatto bello vedere ed oggi la Polizia si é affrettata a dire che il corteo dei terremotati era infiltrato da provocatori riconducibili all’area antagonista.
Io qui giá mi insospettisco perchè per me i soli colpevoli credibili sono quelli che hanno un nome e un cognome. Infatti la Polizia dice di avere le prove, e le mostra pure: un filmato in cui si vede una calca orribile e dei tizi con delle bandiere. Una ha sopra delle scritte bianche e “le scritte bianche sono un chiaro simbolo dell’area antagonista”.
Spero che nella loro fantasia non lo siano anche le cravatte rosse perchè allora sono fottuto.
Insomma, quanto a cultura simbolica mi sembrano scarsetti, ma non faccio testo perchè sono avvelenato dai pregiudizi. Io sono di Genova.

Revelation of the truth

June 22, 2010 by admin · 5 Comments
Filed under: Uncategorized 

Oggi sto male. Ma male di brutto. Il mio organismo mi lancia segnali inequivocabili che devo rallentare un po’. Non ho più vent’anni, in fondo la vecchia carcassa ha ragione: meglio riposare un po’ adesso che finire a combinare qualche guaio.

Il guaio è che io non riesco a rallentare un po’, che vorrebbe dire qualche volta venire via prima, dormire qualche ora in più quando non ho udienza, magari andare via qualche week end. Non ci riesco perchè io ho interiorizzato un padre fortemente colpevolizzante. La prima cosa che mi viene in mente è che lui direbbe (notate: direbbe, è una mia ideazione, non lo ha ancora detto) che insomma dovrei solo andare a letto più presto. Scelta poco praticabile perchè significherebbe solo lavorare quando non dormo e dormire quando non lavoro. Ma fare diversamente è impensabile a meno di non scontare fortissimi sensi di colpa, cui segue il desiderio di autopunizione, che si presenta immancabilmente sotto forma di fallimento personale.

E’ una trappola tremenda: ogni minima sconfitta conferma l’ipotesi secondo cui essendomi concesso del riposo devo pagarla, quindi non devo riposare e meno riposo meno riesco, e quindi devo riposare ancora meno. Fino alla morte.

Ma come è possibile che un uomo che in tutta la sua vita è stato capace nei miei confronti solo di gesti protettivi e di sostegno sia stato colpevolizzante? Purtroppo la risposta è semplice: è stato colpevolizzato. La sua colpa è quella di essere sopravvissuto. Forse nessuno lo ha realmente colpevolizzato per questo ed è stata solo una sua interiorizzazione, forse i suoi genitori hanno inconsapevolmente trasmesso – chissà come, chissà perchè – questo messaggio. Una sola cosa è purtroppo certa: ormai è troppo tardi. Bisognerebbe risalire troppo indietro nel tempo e mio padre di certo non scioglierà alla sua età i conflitti irrisolti.

Non resta quindi che prendere atto della verità: il solo che può fare qualcosa sono io.

I sensi di colpa sono così terribili che guardate che cosa mi è toccato tirare fuori per giustificare a me stesso un week end di ferie.

Malmessi

June 16, 2010 by admin · Comments Off
Filed under: Uncategorized 

Da qualche tempo a questa parte ricevo sempre più spesso email da colleghi che si propongono per collaborazioni, casomai avessi bisogno di un procuratore o di una domiciliazione, o per qualche processo fuori città nella loro sede. Brutto segno, ma non è solo questo. Osservando la loro età e la loro anzianità professionale, si collocano in una fascia ben precisa: hanno tutti all’incirca trentacinque anni di età, e circa cinque anni di iscrizione all’albo. Uno di loro me ne manda una identica ogni tre mesi esatti. Stanno tentando il tutto per tutto. Questo è tutto ciò che oggi il paese riesce a dare: onore ai caduti.

La petite difference

June 16, 2010 by admin · Comments Off
Filed under: Uncategorized 

Odo indignazione perchè il corrotto è stato portato in tribunale con le manette ai polsi, mentre il sanguinario camorrista è stato portato via senza. Solo l’occhio allenato di chi ogni giorno mangia la polvere dei palazzi di giustizia è però in grado di cogliere la sottilissima differenza tra i due: il camorrista è stato portato via dalla squadra mobile della Polizia di Stato, il corrotto è stato invece portato in tribunale dalla Polizia Penitenziaria, che poi sono i vecchi Agenti di Custodia, che erano le vecchie Guardie Carcerarie, che insomma sarebbero i secondini. E i secondini non sempre sono Schiller. Si tratta di quelli che, se il giudice ordina in aula l’immediata liberazione del detenuto, immediatamente lo riammanettano per riportarlo in carcere a svolgere le operazioni burocratiche del rilascio.

Disparità di trattamento

June 1, 2010 by admin · 1 Comment
Filed under: Uncategorized 

Caso ha voluto che in questi giorni scadesse il tagliando sia della macchina che della moto.

Ho fatto il tagliando della moto a Genova e, siccome sono sbadato, ho dimenticato la fattura in officina. Ho fatto il tagliando della macchina ad Alessandria, e siccome sono sbadato, ho dimenticato la giacca in officina.

Ho chiamato l’officina di Genova e ho dovuto lungamente insistere perchè mi spedissero la fattura per posta. Ho chiamato l’officina di Alessandria e appena mi hanno sentito si sono offerti di mandarmi la giacca con un corriere.

Oggi è arrivato il pacco con la mia giacca da Alessandria. La fattura da Genova la sto ancora aspettando.

Meglio tardi che mai

May 31, 2010 by admin · 1 Comment
Filed under: Uncategorized 

Una delle (tante) cause del malfunzionamento della giustizia sta nella sua assoluta arretratezza, nella sua impermeabilità all’innovazione che fa si che tecnologie ormai consolidate inizino a fare capolino negli uffici giudiziari solo quando ormai sono irrimediabilmente superate.

Per tantissimo tempo (quando noi giravamo con un floppy in tasca) negli uffici giudiziari non esisteva se non la carta, e quando hanno iniziato a usare i floppy noi usavamo già (anche per questioni di capienza) i CD. Oggi non sanno cosa possa essere un DVD (penso lo scopriranno quando il blue ray sarà usato anche per i dati), ma usano i CD, mentre il resto del mondo ormai usa le memorie flash. Di passare i dati via rete se ne parlerà quando comunicheremo col pensiero.

Tutto ciò trova la sua ragione prima nella diffidenza, che però è sorella dell’ignoranza. Insomma negli uffici giudiziari non hanno la più pallida idea di come funzionino i dispositivi attuali, e quindi vedono in essi chissà quali minacce. Le copie degli atti scannerizzate si possono ottenere solo su CD, di metterle su pendrive non se ne parla neppure, perchè il pendrive potrebbe contenere un virus, o Dio solo sa cosa altro: non riuscendo a vedere la minaccia, se la immaginano terribile.

Questo modo di vedere le cose ha a volte conseguenza davvero bizzarre: oggi devo mandare una istanza a un Tribunale lontano. Ovviamente vogliono un fax, ma il fax non funziona. Benissimo dico, ve lo mando per posta elettronica. No, mi dicono, ci vuole il fax (notare che prima, quando esisteva solo il fax, dicevano che non andava bene e ci voleva l’originale di carta) perchè è più sicura la sua autenticità (!!!).

Nessun problema dico, ve la mando firmata con firma digitale per mezzo di una casella di posta certificata, più sicuro di così…

Panico! Deve essere per forza un fax. Capisco che il vero problema è che non hanno la benchè minima idea di come gestire la posta certificata (che non hanno) e la firma digitale (che nemmeno capiscono cosa sia).

Tempi duri

May 26, 2010 by admin · 1 Comment
Filed under: Uncategorized 

Oggi, nel breve tragitto tra il mio studio e il Tribunale ho incontrato otto (otto!) mendicanti. Un paio erano quelli storici della zona, seduti con il loro compendio di cartelli e santini, altri erano nuovi, dall’aspetto normale, una era una signora come tante. Alcuni non si limitavano a tendere la mano, ma venivano incontro, chiedendo. Certo, c’è la crisi, la manovra, i tagli. Ma la manovra e i tagli non risolleveranno queste persone ed anzi ne spingeranno in basso ancora altre. Una simile massa di bisognosi non può limitarsi a tendere la mano, e moltissimi, prima o poi (dipende solo dalla soglia personale di ciascuno) andranno a ingrossare la già nutrita schiera degli abituali utenti della giustizia penale (cioè i ladri di polli).

E verranno tempi (ancora più) duri se la giustizia penale non sarà capace di rinunciare alla sua naturale vocazione repressiva per porsi come guardiano di una giustizia (anche) sociale, se cioè non saprà garantire – semplicemente – che la legge sia uguale per tutti.

Saperlo prima

May 24, 2010 by admin · 1 Comment
Filed under: Uncategorized 

Prima di decidere occorre informarsi fino al minimo dettaglio: se avessi saputo che Vodafone dopo dodici giorni che la Vodafone Station si è guastata ancora non me la avrebbe sostituita, (e ieri mi hanno detto che mi avrebbero contattato entro ulteriori 48 ore) non avrei mai fatto il contratto con loro. Prima di fare un contratto per il telefono informarsi dell’assistenza. E comunque non farlo con Vodafone.

Se avessi saputo che per fare il tagliando alla mia piccola Mazda sarei dovuto venire fino ad Alessandria perchè le officine a Genova e Savona hanno chiuso e loro non le hanno rimpiazzate, non avrei comprato una Mazda. Prima di comprare una macchina informarsi di dove hanno l’assistenza (e anche dello stato di salute finanziaria delle officine che la prestano). E comunque non comprare una Mazda.

Insomma, è l’assistenza dove ti fregano.

Il conforto della fede

May 18, 2010 by admin · 1 Comment
Filed under: Uncategorized 

I miei genitori commettono l’orrendo errore di rivolgersi a $noto_gestore_telefonico per la linea di casa: giovedì durante un temporale cade un fulmine, vi è un fortissimo sbalzo di corrente e l’apparecchietto del gestore cessa di vivere. Chiamo il gestore, che mi dice che possono aprire la segnalazione solo se sono al cospetto dell’apparecchietto. Penso a uno scopo rituale, ma era solo per farmi fare una serie di stupide prove: togli il cavo, rimetti il cavo, spegni, riaccendi. Inizio a chiedermi quale sia la parte poco chiara di “non da segni di vita”. Nulla da fare, la fede nella indistruttibilità del loro apparecchietto è incrollabile: devono prima verificare se il problema non sia sulla linea. Questa operazione richiede cinque giorni. Telefono ogni sera, ognuno mi dice una cosa diversa, ma tutti concordano su due cose, la prima è che occorrono cinque giorni per verificare la linea, la seconda che prima di ammettere che il loro apparecchietto è rotto bisogna fare questa verifica. Stamattina mi chiama un tecnico Telecom (non quindi di $noto_gestore) il quale mi dice di avere verificato che la linea (la loro linea) funziona perfettamente, che è l’apparecchietto che non risponde, ma che deve venire a casa per le ultime verifiche, perchè se non controlla lui di persona, rifacendo le stupide prove di cui sopra (prova a scuoterla, dagli un bel pugno) l’altro gestore proprio non si convince che l’apparecchietto è defunto. Ciò detto, il tecnico va a casa, constata il decesso, riferisce che me ne verrà portato un altro e va via, immagino a predisporre una dichiarazione giurata per l’altro gestore.

Oggi chiamo $noto_gestore, perchè ormai mi fido di loro come di un aspide velenoso, e qui una stizzosa, logorroica, monomaniaca signorina, sciorinando sempre la stessa identica litania in risposta a qualunque domanda le ponessi, mi dice che mica me lo portano l’apparecchietto nuovo, al massimo me lo spediscono ma ci mettono un’eternità. Devo andare a prendermelo io col codice che mi manderanno (e che sto ancora aspettando) dopo avere aperto una (ennesima) segnalazione.

Aggiunge però che devo portare solo l’apparecchietto senza cavi ed accessori, tra cui anche una chiavetta che ci si inserisce sopra per garantirne il funzionamento in caso di interruzione della linea ADSL. Osservo che se l’accrocco è spirato per un fulmine, è ragionevole pensare che la chiavetta ne abbia condiviso il tragico destino. Mi risponde che la chiavetta può essere sostituita solo dopo avere fatto tutte le procedure di verifica e – ovviamente – aperto una nuova segnalazione.

Naturalmente, e per pura pietà cristiana, non impedirò al povero gestore di aggrapparsi a questo flebile barlume di speranza che i loro apparecchi almeno in parte sopravvivano. Anzi lo rassicuro: il caro apparecchietto estinto vive ancora, tutto intero, nei nostri cuori e nei nostri ricordi: per questo domani passo a Telecom.

Metacartello

May 14, 2010 by admin · Comments Off
Filed under: Uncategorized 

Ecco un bel cartello ricorsivo ed autoreferenziale che ricorda il paradosso di Epimenide. Ordina di leggere i cartelli, ma per ricevere l’ordine occorre leggere il cartello. Sa che deve leggere i cartelli chi già legge i cartelli. Chi non legge i cartelli non leggerà nemmeno lui.

« Previous PageNext Page »