Natale al cinema

January 6, 2008 by · Comments Off
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Sebbene non sia un cinefilo, a Natale ho fatto proprio indigestione, e non di panettone. La bussola d’oro: finalmente un bel fantasy di come non ne avevo visti dai tempi del Signore degli anelli, un occhio particolare alle ambientazioni, sia gli interni che le architetture esterne, che sono sopraffine. Paranoid Park: storia ben architettata sugli adolescenti ed il loro silenzio interiore, fatto di incomunicabilità e noia. Stona la inverosimile scena centrale da grand guignol, che, con Beethoven di sottofondo, pare voler sembrare Kubrik (senza riuscirci). L’età barbarica: sconvolgente ritratto di un mondo che è inequivocabilmente quello nostro di tutti i giorni e della voglia di scappare che fa venire. Da vedere, ma non è un film umoristico. Proposito per il nuovo anno: più cinema.

Somiglia a un fax?

January 4, 2008 by · 1 Comment
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Fac simile è una espressione di derivazione latina indicante una imitazione e con esso si indica nella pratica quotidiana un modello cui rifarsi. In effetti significa qualcosa come “fai una cosa che ci assomigli” o cose del genere. Che il temine fax possa derivare da fac simile è probabilmente vero. Ma fac simile tale resta e scriverlo in questo modo è sbagliato. E si che questi l’italiano dovrebbero proprio saperlo…

Malebolge

December 30, 2007 by · Comments Off
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Luogo è in città detto matitone. Il brutto edificio deve il soprannome alla forma: un enorme prisma ottagonale sormontato da una bassa piramide ottagonale anch’essa, e pazienza se le matite hanno di solito sezione esagonale. La forma esoterica di questa versione ipertrofica del battistero di Parma (la pianta ottagonale come Castel del monte e la cuspide come una piramide egizia) probabilmente lo rende un enorme catalizzatore di energie negative, e per questo ogni volta che mi reco negli uffici comunali laggiù esiliati riscontro negli impiegati un malumore che li spinge ad essere maleducatissimi. Un mesetto fa chiedo alla polizia municipale copia di un verbale per una mia cliente, caduta in un trabocchetto apprestato dallo stesso comune. Si tratta probabilmente di materiale “classificato” come direbbero all’FBI, perchè occorre una complessa richiesta via fax. Passato un congruo lasso di tempo mi reco una prima volta nell’orrendo luogo, ma sbaglio giorno: un antipatico vecchietto che lì lavora mi da un foglietto con sopra scritti gli orari e i giorni dello sportello, e mi scaccia in malo modo. Dopo un paio di giorni torno alla carica, ma di nuovo nel giorno sbagliato. Lo stesso vecchietto di prima mi da un altro foglietto uguale al precedente, rifiuta di darmi qualsiasi informazione dicendo che lui è un altro ufficio e che per quello che interessa a me non c’è nessuno e cerca di nuovo di scacciarmi in malo modo. Qui entra in gioco ancora il maleficio ottagonale: non trovo più l’uscita e finisco proprio dentro l’ufficio che mi interessa, dove non è vero che non c’è nessuno. Appena mi vede entrare li, il vecchietto di prima, sebbene di un altro ufficio, inizia a sbraitare. Lo ignoro come merita, ma gli occupanti dell’ufficio mi chiedono cosa io voglia. Parto col piede sbagliato, ed esordisco con la infelice frase “come cittadino….”. Nominare l’esecrata categoria dei cittadini ha sugli impiegati comunali l’effetto del veleno della tarantola, cosicchè cercano di scacciarmi in ancora peggior modo. Alla fine riesco a calmarli tutti e a spiegarmi ottenendo quanto segue: il verbale c’è ma non lo ho chiesto un mese prima ma solo tre settimane e quindi sono un  bugiardo. Sebbene il verbale ci sia non me lo danno perchè sono nel giorno sbagliato e quindi devo tornare. C’entrerà qualcosa che mi serve per fare causa al comune?

La persecuzione continua

December 15, 2007 by · 1 Comment
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La RAI mi ha di nuovo scritto in studio, chiedendomi di pagare il canone televisivo. I dubbi che avevo sollvato in un mio lontano post non sono sopiti, perchè sul retro della loro lettera, per la prima volta e in quattro lingue, tra cui il cinese, ma non in italiano, si fa cenno al fatto che il canone sia dovuto anche da chi ha un computer o un qualunque apparecchio multimediale.

Questa scelta mi lascia sbalordito. Avanzo delle ipotesi:

se l’indicazione non è scritta in italiano indubbiamente destinatari del messaggio sono solo gli stranieri, che secondo la rai sono meno attrezzati degli italiani e quindi più disposti a cascarci, o in posizione più debole e quindi più disposti a subire per amore di pace, o semplicemente meno portati per antica abitudine a sbattersene (io infatti me ne sono italicamente sbattuto).

altra ipotesi: il canone per i computer è dovuto solo dagli stranieri perchè secondo la nostra legge non possono imporlo, magari la loro è diversa.

altra ipotesi ancora: se lo diciamo subito troppo esplicitamente potremmo incontrare resistenze eccessive, iniziamo a far passare il messaggio, oggi scritto in cirillico, domani in inglese, dopodomani in carattere microscopico, così quando se ne accorgono ormai è fatta.

Spaventoso è poi il riferimento agli apparecchi che “poterebbero” ricevere trasmissioni televisive. In effetti in studio potrei avere uno stadio alta frequenza da collegare a un computer, come potrei avere anche un’arma, o dello stupefacente. Peccato che senza una perquisizione, legittimamente disposta e che abbia dato esito positivo non possano arrestarmi.

Cosa può succedere

December 14, 2007 by · 4 Comments
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Tizio qualche anno fa in vacanza si trova a passare per una remota città polacca al confine con le repubbliche baltiche e ha un banalissimo incidente stradale in cui però un tale riporta lesioni, giudicate guaribili in giorni sette salvo complicazioni. Un paio di anni dopo riceve una convocazione dalla polizia polacca, che vuole sentirlo in quanto è stato denunciato per lesioni colpose. Il nostro non può andare in Polonia per rispondere all’interrogatorio, ma comunque si attiva: si assicura che il danno sia stato risarcito dall’assicurazione e scrive alla polizia polacca che è disponibile a rispondere, ma non potendo spostarsi così tanto, se magari chiedono la rogatoria internazionale. Nessuna notizia finchè due giorni fa la (allibita) squadra mobile non lo arresta in esecuzione di un mandato di cattura europeo partito dalla polonia.

Già qui la cosa è incredibile, ed induce cupe riflessioni sui rischi di questo strumento, da qualcuno decantato come un efficace mezzo di lotta alla criminalità, ma che il ministro dell’epoca aveva avversato e per questo si gli avevano detto di tutto. Forse aveva ragione. Penso a quando la Turchia sarà (per esempio) nell’UE.

Pazienza: registrato che ciascun cittadino può finire in prigione senza passare dal via, a semplice richiesta di una autorità estera (che risponde a Dio sa quali norme), ci attiviamo e si riesce ad ottenere per la mattina dopo l’udienza di convalida.

Il Presidente della Corte rileva che l’arresto non poteva avvenire per quel tipo di reato e ordina l’immediata scarcerazione del malcapitato. Qui non mi interessa svolgere le delicate argomentazioni giuridiche che coinvolge questa faccenda. Mi preme solo raccontare quello che ho visto dopo.

Ho visto che un cittadino di cui il presidente della Corte di Appello ha appena ordinato la “immediata scarcerazione” viene riportato nelle celle del Tribunale, e li lasciato tutta la mattina finchè la scorta non torna in carcere; ho visto che l’”immediatamente libero” per tornare in carcere viene ammanettato, hai visto mai scappasse.

Ho visto che viene riportato in cella, perchè le scacerazioni vengono fatte solo dalle 17 alle 19. Ho visto che in carcere, pur sapendo benissimo che doveva essere liberato, non lo liberano perchè non trovavano il fax con l’ordine di scarcerazione. Ho visto che pur sapendo che doveva essere liberato, in carcere non si sono curati di vedere perchè non arrivasse l’ordine di scarcerazione fino alle  19.01. Ho visto che il PM di turno, interpellato, ha semplicemente detto che la cosa non era affar suo. Ho visto che se un collega non fosse andato alle sei di sera a schiodare da casa il cancelliere della Corte perchè rimandasse il fax (che giurava di avere mandato ed in effetti aveva la ricevuta) quell’uomo si sarebbe fatto una altra notte in carcere. Ho visto che il fax della Corte è un apparecchio vecchio e malmesso, le cui ricevute sono illeggibili, quindi non sapremo mai se il fax mandato sia davvero arrivato.

Ho sentito – una volta finalmente uscito – che per rendergli meno penosa la vita in carcere, gli avevano dato una coperta nuova, diversa da quelle molto lise che avevano gli altri detenuti. Mi dispiace, ma un luogo in cui la differenza nella qualità della vita si misura con una coperta nuova, mi ricorda Primo Levi.

Legittima difesa epatica

December 10, 2007 by · Comments Off
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Io sono un che lavora, arrivo presto in ufficio, mi do da fare. Ovviamente sbaglio e inutilmente mi faccio il fegato marcio. Oggi dovevo parlare con un medico di un importante servizio per un mio cliente, roba che fa la differenza tra la galera e la libertà. Il numero di telefono sull’elenco ufficiale risulta inesistente. Al numero di telefono riportato sul sito risponde una segreteria telefonica (dice solo “lasciate un messaggio!”). Provo a mandare una mail: mail delivery service…bad destination mailbox address. Dovevo dare una comunicazione importante e urgente ad un Tribunale di Sorveglianza della Repubblica. A nessuno dei numeri riportati nè sulla loro intestazione nè sul sito del ministero risponde nessuno. Mai. Provo a mandare un fax. I fax non sono collegati (squilla a vuoto per ore). Oggi avevo un processo delicato per un reato gravuccio. Mi chiamano la scorsa settimana dalla cancelleria per dirmi che non si fa perchè ne devono finire un altro più importante del mio. Mando qualcuno a prendere il rinvio. Mi chiama per dirmi che il Tribunale viaggia con circa mezz’ora di ritardo e ridacchiando che se lo scordano di fare l’altro processo cui tenevano tanto, perchè pare che parte degli interessati abbia mandato un certificato, altra parte nemmeno quello.

Ora, dico, se non gliene frega niente a nessuno di nulla, perchè dovrebbe importarne qualcosa proprio a me?

Ma come fanno gli avvocati

December 10, 2007 by · 1 Comment
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Con le loro facce stanche a non mandare a fan cul* per direttissima i clienti che, in corso di giudizio di separazione e mostrando nei loro confronti una fiducia cieca ed illimitata, gli inviano mail di questo tipo:

Se ti può servire….  (AGI) – Roma, 10 ott. – Ogni coniuge ha “il diritto di ottenere la separazione e interrompere la convivenza” quando questa, “per fatti obiettivi” e “non dipendenti da ‘colpa’ dell’altro coniuge o propria” sia per lui diventata “intollerabile” proprio per il venir meno del sentimento alla base del matrimonio. Lo sottolinea la Cassazione confermando una sentenza della Corte d’appello di Torino con la quale era stata definita la separazione di una coppia, nonostante l’opposizione del marito. Per gli ermellini’ della prima sezione civile (sentenza n.21099): “in una visione evolutiva del rapporto coniugale ritenuto, nello stadio attuale della societa’, incoercibile e collegato al perdurante consenso di ciascun coniuge, il giudice, per pronunciare la separazione, deve verificare, in base ai fatti obiettivi emersi, l’esistenza, anche in un solo coniuge, di una condizione di disaffezione al matrimonio tale da rendere incompatibile, allo stato, pur a prescindere da elementi di addebitabilita’ a carico dell’altro, la convivenza”.

Semplice: concentrano il loro disappunto sulla accozzaglia di ovvietà risapute che la stampa ha venduto come novità mirabolanti allo sprovveduto cliente, che quindi fa più pena che rabbia. In effetti non mi risulta che se un coniuge chieda la separazione l’altro possa riuscire in qualche modo a non fargliela ottenere. E che il requisito siano i fatti tali da rendere impossibile la prosecuzione della convivenza lo dice proprio il codice.

Non è reato.

December 9, 2007 by · 2 Comments
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Un giovane si toglie la vita gettandosi dal balcone. Altri più giovani di lui accorrono a filmare la scena con il telefono cellulare. Leggo sul quotidiano cittadino che i carabinieri disperano di trovare i responsabili e che non si capisce bene che reato abbiano commesso. Ve lo dico io: nessun reato. Non tutte le azioni riprovevoli sono reato, talune sono solo illeciti (civili o amministrativi) talaltre sono solo azioni immorali. Questa rientra in tale ultima categoria, e la sua sanzione esteriore è la riprovazione morale, quella interiore la propria coscienza. Costoro semplicemente non hanno avuto rispetto della morte, forse perchè nessuno glielo ha insegnato. Ma non occorre che per questo si costituisca un giudice (penale, poi), perchè un giorno ne arriverà uno ineluttabile. La morte.

Dalla terra di Mordor

December 4, 2007 by · Comments Off
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Ovvero dal dimenticato lembo di inferno in cui vivo: ogni mattina la coda per venire in ufficio comincia qualche metro prima. Ma questo è il minimo. La cosa che mi preoccupa è la gente, è diversa, è più cattiva. Tutti si contendono lo spazio con una aggressività che prima mi era sconosciuta. C’è rabbia. Un colpetto di clacson non serve per avvisare della propria presenza: è un insulto da lavare col sangue, cui si risponde per le rime, mai con ironia, sempre con rabbia. Tutte le volte che ho cercato di liberarmi del disumano giogo delle ferrovie, non ho avuto altra scelta che la macchina. Un tempo mi alzavo prestissimo per trovare posteggio in centro. Poi mi hanno proibito di posteggiare in centro. Allora mi sono preso una moto, ed anche con essa mi devo alzare prestissimo per trovare posteggio. Come non reagire con rabbia quando ti hanno fatto tanto male?

In questo mondo di ladri

December 3, 2007 by · Comments Off
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Tempo fa ho messo una targa sulla porta del mio studio, illuminata da un faretto. Il giorno dopo mi hanno rubato la lampadina. Qualche giorno fa qualcuno ha perso un mazzo di chiavi nell’androne del palazzo. Lo abbiamo messo sulla mensolina della posta. Il giorno dopo avevano rubato il portachiavi. Ho raccontato quanto tempo impiega una penna a sparire in Tribunale. Certo il mio palazzo (stante la grande concentrazione di studi di penalisti) è malfrequentato. Il Tribunale va da se che lo sia. Mi sconvolge però che cose di nessun valore facciano tanto gola.

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