One of these days

January 21, 2009 by · 4 Comments
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Uno di questi giorni mi sono svegliato presto e male, mi sono avviato in moto sotto la pioggia nel traffico e sono arrivato in ufficio. In ufficio ho iniziato a lavorare, ho scritto istanze, studiato casi fatto telefonate, mandato lettere e mail. Sono uscito per andare a vedere due appartamenti. Uno l’agente è arrivato in ritardo che me ne ero già andato, l’altro me ne sono andato io dopo avere visto il posto. Sono tornato in ufficio, ho fatto un pisolino, non capisco come mai sono sempre più stanco, ho ripreso a lavorare, ho preso decisioni, gestito situazioni, placato animi, consolato afflitti, istruito ignoranti, consigliato dubbiosi, ammonito peccatori, perdonato offese, sopportato pazientemente persone moleste e pregato Dio per i vivi e per i morti. Ho pensato tanto a una persona cara che aveva un problema di salute e escogitato cose per incoraggiare una persona cara che ha problemi professionali. Mi sono compiaciuto di successi e ho incassato sconfitte. Non ho visto un soldo.

Infine mi sono caricato come un animale da soma e a piedi sotto la pioggia mi sono avviato verso la palestra. Durante l’allenamento ho guardato la mia immagine riflessa e mi sono chiesto se ero io davvero quello lì. Ne ho prese tante, ma qualcuna l’ho anche data.

Stanco e sudato mi sono ricaricato come una bestia, sono tornato in studio, ho indossato lo scafandro impermeabile (se Dio vuole l’ultimo travestimento della giornata) sono salito in moto e tornato a casa. Almeno non pioveva più.

Sono arrivato a casa, e ancora mi sono visto allo specchio e mi sono guardato, con i capelli incollati dal sudore e la puzza dei guanti sulle mani. E mi sono detto “non voglio più essere infelice” e mi sono fatto una doccia e preparato una cena luculliana. Cioè mi sono fatto una pasta. E mi sono messo a scrivere.

Ho pensato cosa mi occorresse per non essere più infelice e realizzato che probabilmente non ce la farò mai, poi sono andato a letto e ho dormito di un sonno rabbioso. Domani si ricomincia.

Il Dio trino e il dio quattrino

January 19, 2009 by · 5 Comments
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Vorrebbero fare nella mia città una campagna pubblicitaria scrivendo sugli autobus che Dio non esiste. La cosa sta dando vita a non poche polemiche.

Dapprima ho riflettuto sugli incerti confini del ragionamento per cui si debba togliere il crocifisso dalle scuole per non offendere i non credenti, mentre i credenti possono essere offesi senza problemi, al punto che spero che stavolta ci soccorrano gli islamici, arrabbiandosi al posto nostro (e si sa che sull’argomento tendono ad essere più reattivi).

Poi ho pensato che fosse la solita onda anticlericale che, per non sbagliare, finisce per diventare anticristiana (pare che abbiano scelto Genova per vessare il nostro Vescovo che non gli è simpatico).

Poi ho riflettuto sulla bizzarrìa dell’iniziativa, dato che la fede non è un prodotto pubblicizzabile (specie in negativo), perchè non è una cosa che si sceglie razionalmente se abbracciare o meno, e un credente di certo non cessa di esserlo perchè convinto da uno spot.

Ma alla fine ho capito quando ho sentito intervistare i promotori dell’iniziativa che hanno spiegato che il loro intento è quello di far sentire la loro voce, perchè sono stanchi delle sperequazioni a favore dei credenti, tipo l’otto per mille.

A ben vedere un dio ce l’hanno anche loro…

Menagrami

January 17, 2009 by · 1 Comment
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Un gruppo di studenti ha votato una petizione per il ricambio della classe politica in favore dei giovani. L’hanno consegnata all’ottuagenario nostro capo dello Stato.

Mi chiedo se abbia fatto gli scongiuri quando ha letto che, secondo loro, tale ricambio non dovrebbe essere imposto per decreto, e quindi avvenire – immagino – con mezzi più naturali.

Perchè?

January 12, 2009 by · 4 Comments
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Da quando è stato introdotto anche per gli avvocati l’obbligo dell’aggiornamento (intendo l’obbligo formale, perchè per un professionista aggiornarsi è vitale e non mi risulta che gli avvocati in realtà non studiassero), si sono moltiplicate le inziative accreditate, di cui molte a pagamento, e tutto ciò che ne segue in termini di pubblicità.

Ho sotto gli occhi una ricca brochure che mi è stata recapitata stamattina da un noto ente che organizza corsi a caro prezzo. Non hanno niente che riguardi direttamente la mia specifica attività, ma hanno corsi di informatica, tra cui leggo “Manutenzione dell’ambiente di Microsoft Windows 2003″. Con la casa di Redmond ne abbiamo viste di cotte e di crude, ma questa versione mi era sfuggita (ma posso sbagliare); soprattutto leggo di un corso che per ottocentosettanta euro dovrebbe insegnare  l’”utilizzo di excel come database”.

Quante lezioni impegnano per spiegare perchè dovrei usare come database un foglio di calcolo?

Doccia gelata

January 8, 2009 by · 2 Comments
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Non sono evidentemente stato il solo a stupirmi dello strano fenomeno delle piogge gelate che affligge le autostrade, che proprio per questo sono state appena dileggiate da un noto conduttore radiofonico, immediatamente rintuzzato dal meteorologo, che ha spiegato che in effetti la pioggia gelata non è esattamente la grandine, proprio come era stato ipotizzato in qualche arguto commento al post precedente.

Precisione terminologica

January 6, 2009 by · 4 Comments
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Da cultore incallito di finezze linguistiche sono tra le altre cose dell’idea che, in presenza di un vocabolo specifico, l’uso (per scopi non definitori) della rispettiva circonlocuzione, o del termine generico, risponda – se non si usa la lingua a casaccio – ad una precisa esigenza, espressiva, stilistica, concettuale o descrittiva.

Mi spiego con un esempio: raccogliere i grappoli d’uva sfuggiti alla vendemmia, si dice “raspollare”, sicchè dovrebbe corrispondere ad una scelta precisa dire “stava raspollando” piuttosto che “stava raccogliendo i grappoli sfuggiti alla vendemmia”.

A volte invece esistono termini diversi per andare dal generale al particolare. L’acqua ghiacciata, per esempio, si chiama “ghiaccio” e il ghiaccio che cade dal cielo si chiama “grandine”.

Dico questo perchè da ieri mi sto arrovellando su cosa diavolo (sott)intendesse chi ha scritto sul tabellone dell’autostrada che erano previste piogge ghiacciate: forse che sarebbe piovuta acqua freddissima?

Si riparte (doveva succedere)

January 5, 2009 by · 1 Comment
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In occasione della festa di fine anno in compagnia di Quasidot e Roarinpenguin, il blog riceve una nuova veste, e soprattutto un bel po’ di novità sotto il cofano, i cui nefasti effetti si sono già visti nei giorni scorsi. Voglio proprio vedere come andrà a finire.

Anno nuovo

January 3, 2009 by · 2 Comments
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Ecco la civica amministrazione che si appresta ad affrontare un anno segnato dalla crisi con opportune contromisure.

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Vacanze in Liguria

January 1, 2009 by · 3 Comments
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Cartello ripreso all’interno del bagno di un locale della Liguria. E la torta di riso? Immagino fosse finita.

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Il colore delle pinne

December 30, 2008 by · 1 Comment
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Passa in radio un programma dedicato al mercato ittico. Spiegano – cosa che per esempio io nemmeno immaginavo – che anche il pescato ha una sua stagionalità, e se si comprano pesci di stagione si trova miglior qualità a prezzo più basso. Fanno l’esempio del tonno, nella stagione giusta si trova il tonno rosso dei nostri mari, molto pregiato, fuori stagione solo il tonno “pinne gialle” importato e di qualità inferiore.

Un momento, una marca di tonno in scatola pubblicizzava il proprio prodotto proprio sottolineando che si trattava di “pinne gialle” e adesso scopro che è in realtà il meno buono? Magia dei pubblicitari! A ben vedere non hanno mai detto che il loro tonno pinne gialle è meglio degli altri, in particolare del tonno rosso, hanno solo detto che il loro tonno è quello con le pinne gialle, e che è buono. Che fosse migliore degli altri non lo hanno detto, lo abbiamo pensato noi, e loro ce lo hanno solo lasciato pensare.